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Scritta da: ROBERTO POZZI

Fantasma del passato

Come altre precedenti promesse
avevo giurato a me stesso
di cancellare il ricordo di te,
quel fantasma del mio recente passato
che non volendo morire,
rimaneva immobile ad aspettare
la mia divina assoluzione
nel limbo delle emozioni fallite
da cui ero incapace di lasciare.

Nel profondo del mio essere
speravo che quel tuo ignobile gesto
fosse stato un'elaborata farsa
per ritornare con la tua vecchia fiamma,
immagino dalle ultime malinconiche poesie,
sei tuttora un caro angelo senza ali
vagando per il mondo senza un esplicito perdono
non è facile trovare dell'acqua santa
con cui lavare la propria anima
dal sudiciume dei peccati commessi.

È tardi per recuperare il passato
il tuo fantasma è ancora nel mio presente
continuando a vivere in me
io non so più chi sono,
ho di nuovo perso me stesso
nell'oscurità dei sentimenti.
Mi sento tremendamente solo
spoglio di tutti gli indumenti
che una volta mi avevano difeso,
giacendo sul pavimento
di quella stanza nera,
piango quello che sono diventato,
uno spirito rovinato dalla vita
che neanch'io riesco
ad amare!
Composta domenica 13 luglio 2014
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    Scritta da: ROBERTO POZZI

    Chiaro di luna

    Sentendomi addosso
    l'appiccicoso bollore
    di un altro interminabile giorno,
    dall'augusta camera
    dei desideri mai vissuti
    volevo fuggire dalla mia asfissiante vita,
    inconsciamente ne cercavo la sua morte
    nella fresca brezza del sontuoso giardino.

    Da giorni era sempre notte
    nel mio cuore svuotato,
    il buio esterno entrava
    dall'enorme finestra spalancata,
    l'onirica visione della luna piena
    non placava le urla di rabbia
    del mio animo distrutto,
    le tenebre vivevano dentro di me
    già dal giorno che ero nato.

    In quella notte insonne
    la mia ombra non mi dava pace,
    riflettere sul niente del nulla:
    sarebbe stata
    la migliore evasione
    per non pensare a te.

    Non sopportavo il chiarore nel cielo
    mentre ammiravo la totale maestosità
    sfoggiata dal tuo venerato corpo celestiale
    ma poi non vedevo oltre
    quegli affascinanti fasci di luce
    che avevano accompagnato
    il mio zoppicante cammino.

    La tua stella era sparita
    dal mio cielo stellato
    per rinascere in chissà
    in quale altra galassia,
    il chiaro di luna offuscava
    il ricordo della tua luminosità.
    In un mio ritorno al passato,
    per un breve movimento
    del vecchio pendolo,
    il tempo si era infatti fermato
    e il mio sconsolato cuore
    aveva smesso di battere
    sperando soltanto
    nel romantico sogno
    del tuo ambivalente amore.

    Un appassionato sorriso
    era tuttavia ritornato
    sul mio insofferente viso,
    nel piccolo firmamento
    del mio ristretto universo,
    la debole luce della tua stella
    continuava stranamente a brillare
    tra le stelle di tutte le costellazioni
    illuminando quel buio profondo
    della mia anima
    ancora ferita!
    Composta mercoledì 25 giugno 2014
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      Scritta da: ROBERTO POZZI

      Immagini nella mente

      Sfavillanti immagini
      all'estremo confine
      della mortale libidine,
      indescrivibili ritratti di fantasia
      e rara bellezza
      che non neppure
      un dio onnipotente
      oserebbe mai ostentare
      tale incredibile creazione.

      Dal profondo inconscio,
      certe rappresentazioni,
      fotografie mentali,
      banali metafore nate
      dalla nostra cultura
      smodatamente popolare,
      spesso invadono
      il conscio presente
      creando un domani
      mai veramente vissuto,
      un'eterea visione
      completamente riservata
      di un mondo proprio.

      Immagini dal paradiso
      mi vengono in mente...

      una bianca stanza,
      abbastanza spoglia
      di superflui soprammobili,
      e di tanti inutili ieri,

      armadi colmi d'oscuri pensieri
      appoggiati sul legno consumato
      dello scuro pavimento,

      numerose candele di rigida cera
      con deboli fiamme virtuali
      a malapena illuminano
      l'intimo seducente ambiente
      volutamente semi buio
      dove intravedo te

      mio Amore

      sull'enorme letto ribassato
      d'aspetto giapponese
      adiacente al vassoio di pot-pourri
      gentilmente profumati,

      annuso
      il forte aroma dell'incenso purificante
      ma nel piacevole rumore
      di una celestiale melodia

      vivo
      in quelle sentimentali
      figure retoriche,
      reminiscenze liriche del
      sublime ricordo

      la passionale fusione
      del mio
      spirito e corpo
      con la mia anima gemella!
      Composta lunedì 2 giugno 2014
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        Scritta da: ROBERTO POZZI

        Forse

        Forse...

        non sono
        l'unico esemplare
        una rarità da esibire
        come reperto archeologico,
        l'anacronistico simbolo
        di una specie estinta,
        la pecora nera
        in un bianco gregge
        la mosca bianca
        tra le tante nere

        e forse,
        solo forse,
        l'universo non è così infinito!

        Non voglio
        essere innamorato
        soltanto dell'amore stesso
        ma vivere la concreta versione,
        credere nell'unica
        vera certezza
        della mia dannata esistenza:

        io sono nato per amare!

        Forse...

        non sono così
        diverso da te,

        non posso
        continuare a vivere
        da solo,
        aspettare l'alba
        di ogni mattino

        senza...
        assaporare il respiro sensuale
        del mio squisito amante

        sentire l'umano calore
        della sua morbida pelle

        vedere nei suoi espressivi occhi
        il mio amore per lui!
        Composta giovedì 22 maggio 2014
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          Scritta da: ROBERTO POZZI

          L'anima persa

          Non sono più
          dove andare,
          quale percorso
          devo seguire,
          cambiare direzione.
          o continuare ancora
          sul presente cammino,
          non farà
          la differenza.

          Lo specchio
          è ormai stregato
          dal triste passato,
          non riflette più
          la nobile essenza
          che si osservava,
          non si riconosce
          il proprio sé
          nel lucido riflesso
          di quel freddo vetro.

          La mia anima
          si è persa per strada,
          ormai in quella spoglia cornice
          si intravede l'incarnazione
          di uno spirito rovinato
          che ha smarrito
          la sua stella polare
          a furia di seguire
          le luci oscure
          dell'ultima tempesta.

          Il ripetuto scrutare
          in quel disincantato specchio
          non risparmierà a nessuno
          l'angoscia del momento,
          pur implorando tutti gli dei
          di qualsiasi creato,
          la mia anima pura
          non riceverà mai
          la sospirata risposta.
          Inutile interrogare l'oracolo,
          l'olimpo della saggezza
          ha già chiuso i battenti
          nell'antichità del tempo,
          non rimane che chiedere
          quell'assurda domanda
          all'unico superstite della tua vita
          che ti sta ancora osservando
          dinanzi quel vetro appannato:

          Ma vale la pena
          vivere la propria vita
          alla disperata ricerca
          del vero amore?

          Come una
          delle tante anime perse,
          non sussiste alcun dubbio
          nel profondo del mio io,
          l'unica e autentica risposta
          è nella domanda stessa...

          Ma per cosa
          d'altro
          vale la pena
          vivere la vita
          se non per
          il vero amore!
          Composta giovedì 1 maggio 2014
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