Scritta da: ROBERTO POZZI

Il club dei cuori infranti

Nel marasma dei vari circoli sociali
c'è sempre quel club molto popolare,
per niente esclusivo,
è continuamente aperto
soprattutto ai nuovi iscritti,
a tutte quelle anime in pena
che non sono rimaste all'orizzonte,
ad aspettare chissà chi o che cosa
ma che hanno deciso di rischiare
il proprio cuore
per veramente amare!
Tutte quelle anime sofferenti
che si sono abbonate
al club dei cuori infranti,
poiché sono state abbandonate
dalle circostanze di un'altra
storia sentimentale
finita troppo male!
Ai nuovi tesserati
che si sono già ritrovati
svuotati della propria esistenza,
inspiegabilmente succhiati
della loro forza vitale
per sentirsi degli esauriti
è comunque normale
che tutti finiscono ad espiare
la propria insolenza,
quella d'aver osato sospirare
una vita migliore
all'insegna dell'amore!
Anche se una volta entrati
in questo circolo comune
dell'affetto mancato,
non è per niente facile uscirne,
perché quando ci si sofferma
in questo mondo di dolore
si continua a sognare
l'amore reale!
Inevitabilmente
uno rimane intrappolato
in questo limbo emotivo,
nella terra di mezzo dei sentimenti...
il purgatorio spirituale
del proprio io esistenziale!
Pur sapendo che in quel momento,
anche la nostra stessa introspezione
è alla resa dei conti,
soltanto un'amara riflessione
che ci vorrebbe affogare
nella disperazione
e magari anche sprofondare,
sempre più in fondo
del nostro baratro infernale
dell'autocolpevolizzazione irrazionale!
Non ci dobbiamo scoraggiare,
anche siamo in mille pezzi
sparsi per l'universo,
non ci dobbiamo mai disprezzare,
ma ci possiamo davvero salvare;
sembra scontata
ma la banale soluzione
è di continuare a sognare
il paradiso sentimentale
non smettendo mai d'amare
anche chi non ha mai capito
cosa significa amare!
Roberto Pozzi
Composta martedì 5 marzo 2013
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    Scritta da: ROBERTO POZZI

    Un figlio di Dio

    Io sono molto di più
    della mia identità di qualsiasi genere,
    ma per la mia cosiddetta scelta
    della mia affettività sentimentale
    vengo aspramente contestato
    da quei devoti fedeli
    e religiosi bigotti
    che nella loro anima
    vive soltanto
    un'arroganza divina
    piuttosto che
    l'umiltà cristiana!
    Per la verità,
    non so neanche definire cosa sia
    un'attrazione sentimentale,
    ma sicuramente,
    io non ne faccio una ostentazione
    della mia diversa disposizione,
    ma neanche mi nascondo
    per la paura d'una disapprovazione
    in un ghetto profondo!
    Io vorrei soltanto vivere
    come tutti i comuni mortali...
    anch'io sono un Figlio di Dio
    e non un figlio del diavolo
    come mi si vuole sempre considerare
    perché
    io non ho mai avuto la libertà
    di chi amare
    o nemmeno di chi rifiutare!
    Io non ho mai avuto
    il libero arbitrio di scegliere
    la mia attrazione sentimentale...
    e'un'inclinazione che non si può mai forzare,
    è per tutti una condizione naturale
    e quindi va rispettata come tale,
    come un diritto basilare
    dell'esistenza umana!
    Se Dio mi creato,
    nella sua perfezione
    di certo non ha sbagliato
    quindi come tutti gli essere umani
    anch'io non vorrei essere odiato,
    non vorrei essere tollerato
    e nemmeno non vorrei essere compatito
    ma vorrei essere solo capito
    da chi è diverso da me
    per quello che veramente sono...
    una delle tante creature del Signore!
    Come ho già dichiarato
    a tutti gli ignoranti
    e decisamente intolleranti
    in questo mondo
    di scarsa comprensione
    già da quando sono nato
    io sono sempre stato
    un figlio di Dio
    perché Lui,
    il mio Signore,
    mi ha voluto così,
    un essere umano,
    diverso ed uguale a te
    ma allora perché
    tu pretendi da me
    di decidere
    chi io non posso amare
    mentre tu puoi decidere
    chi tu puoi anche odiare
    senza la minima considerazione
    che tale comportamento
    non è cristiano
    ma soltanto diabolico!
    Roberto Pozzi
    Composta mercoledì 20 marzo 2013
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      Scritta da: ROBERTO POZZI

      Il paradosso temporale

      In certo senso,
      come esseri umani,
      noi siamo degli eterni scettici,
      quasi degli incorreggibili nevrotici,
      quindi degli incontentabili egoisti
      che non vogliono
      mai accettare
      il fato che a noi
      è stato destinato
      vivendo sperando,
      per lo più sognando
      un futuro migliore!
      Anche se questo cammino
      è lo scopo della vita
      più ricercato,
      la gran parte dei viaggiatori
      proseguono sul loro percorso
      dimenticando sempre
      il paradosso temporale:
      il presente
      è veramente
      l'unico tempo vincente!
      Roberto Pozzi
      Composta venerdì 8 febbraio 2013
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        Scritta da: ROBERTO POZZI

        Ti voglio bene

        Ti voglio bene,
        l'espressione più apprezzata,
        per l'appunto
        più usata,
        per dimostrare
        il proprio affetto o amore
        per una persona a noi cara!
        Ma non è che la frase
        "voler bene"
        sia ormai diventata
        una affermazione
        detta a sproposito,
        abusata
        e infine svuotata
        del suo significato originale
        dalla generica comunicazione
        degli ultimi anni!
        Troppe volte,
        mi è capitato di sentire,
        "TI voglio bene a modo mio",
        da non saper più cosa dire!
        Un "Ti voglio bene",
        ma solo alla mia condizione,
        mi ha sempre spiazzato,
        mentre l'affermazione
        "Ma lo sai che lo faccio per il tuo bene,
        non per il bene mio!",
        mi ha fatto vergognare
        di essere al mondo
        e voler scomparire
        da questa pianeta egoista
        a cui appartengo
        ma non condivido!
        Pur accentando passivamente,
        il comportamento altrui
        dietro tale affermazioni,
        mi è sempre difficile sopportare
        il dispiacere che scaturisce
        da tali pesanti dichiarazioni,
        quindi spesso sfogo
        la mia frustazione personale
        contro me stesso,
        ma non essendo un menefreghista
        non potrò mai diventerare
        un esperto opportunista
        malgrado uno mi dica che mi vuole bene,
        la triste verità è che a lui
        non gli frega niente di me!
        Roberto Pozzi
        Composta sabato 2 febbraio 2013
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          Scritta da: ROBERTO POZZI

          Le parole che non ti avevo mai detto

          Quanti anni sono passati,
          eravamo solo dei ventenni,
          tu eri una bellissima ragazza
          dagli occhi verdi smeraldo
          e con un sorriso solare
          che esprimeva tutta
          la tua dolcezza femminile
          quando io ero solo un timido ragazzo
          che con il fare
          da quasi intellettuale
          e la spiccata sensibilità
          avevano colto la tua attenzione
          ma anche sconvolto la tua vita!
          Il mio romanticismo d'altri tempi
          e la mia naturale eleganza
          mi rendevano vincente,
          anche se fisicamente
          mi ritenevo un perdente,
          tu mi trovavi comunque
          molto attraente!
          Per convinzione personale
          non mi ero mai permesso
          d'essere fuorché un caro amico
          giacché tu non eri libera di agire,
          tu eri già fidanzata
          ed io ero veramente
          un ragazzo educato
          che non avrebbe mai osato
          rovinare la tua storia sentimentale
          per il proprio interesse personale!
          Non mi erano rimaste molte scelte,
          non c'era proprio più nulla
          che appunto potevo fare
          e così per la tua strada,
          ti ho dovuto lasciarti andare!
          Dopo anni di reciproco distacco,
          il tempo non aveva fatto il suo dovere
          visto che nessuno di noi due
          aveva dimenticato
          quella nostra impossibile favola
          che non era stata mai condivisa
          col nostro avverso destino!
          Dopo anni di titubanza,
          finalmente ti sei decisa
          a sposare quel lui
          che da anni ti corteggiava
          ma che era ormai sfinito d'aspettarti
          e quindi cominciava a dubitare
          della tua disponibilita'coniugale!
          Ma il brutto scherzo del destino
          non era mica finito lì,
          entrambi avevamo già intuito
          che tua madre aveva ragione
          quando al tuo banchetto nuziale
          mi aveva confessato
          la straziante verità,
          quella sua rivelazione
          che non ho mai digerito
          visto il genuino affetto
          che nutrivo per te!
          Ma, come tu ben sai,
          tua mamma non era mai stata
          una signora riservata
          e con il suo delicato tatto
          mi aveva reso noto
          che ero arrivato troppo tardi,
          che purtroppo avevo perso il posto
          al ragazzo che era appena diventato
          il tuo ben amato marito!
          Roberto Pozzi
          Composta domenica 3 febbraio 2013
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