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Allitterazioni II

Vomito variazioni sopra un vago motivo
Scrivo solo suoni solo per sentirmi vivo
Varie verità avvolgono un verso decisivo
Senza senso sensibilizzo quello che scrivo

Mi sforzo di sferzare l'aria che descrivo
Lo sfarzo oro e quarzo lo rifiuto schivo
Rimo ardentemente raramente allusivo
Solo esercizio metrico privo di motivo

Stime di infinite rime, conto approssimativo
Rime prone e piane preme un lato apprensivo
Dei versi sono schiave in chiave di violino
Levigo con ruvida pomice avido abrasivo

Sollevo il velo e porgo il ramo d'ulivo
Abbandono dunque del poeta il ruolo abusivo.
Composta mercoledì 7 novembre 2007
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    Allitterazione

    fra le fronde fragili il fruscio d'aria fresca
    soffia fischia forte fervente la tempesta
    labile l'alluvione lambisce la mia testa
    alla luce del lampione tutto s'innesca:
    distinguo e rimpinguo le ombre e mesta
    l'immaginazione colma la lacuna e attesta
    la presenza imprecisa arrisa ma funesta
    ingarbuglia la matassa, una cassa la mia testa
    prigione a tre pareti triste ma repressa
    la mia razionalità realtà unica attesta
    fallace falciatrice l'ombra molesta
    terrore della morte martellante pesta.
    sul ciglio assottiglio l'idea indigesta
    il calare del sipario, nessuna protesta
    oblio obliquo, iniquo, le mie gesta?
    carta straccia altra faccia che il mondo detesta
    sibilar di sillabe fa sussultare e desta
    la voglia di volgere altrove la mia testa
    ma decapitato scalpito scollato in cesta
    onde evitare dell'onda l'irabonda cresta
    intravista una salvezza, un lido che troppo dista
    chiudo il capitolo di una vita da materialista.
    Composta sabato 10 novembre 2007
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