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Scritta da: Roberto Di Nardo

Oltre

La ragazza con le ali prese i suoi tre passi prima di volare,
li percorse con respiri profondi come brividi.

L'uomo col cappello, dimenticò finalmente la pioggia, e guardò il cielo,
oltre la striscia davanti agli occhi.

L'uomo dagli occhi di ghiaccio, si accorse del fascino rosso del fuoco,
e cadde assieme alle sue lacrime.

La donna vestita di bianco, trafisse l'anima coi colori del sangue, tutti, tranne il rosso,
tinsero la sua pelle.

La bambina scalza, contò i piccoli sassi sulla strada, avevano lo stesso numero dei suoi passi, scheggiati.

Tutti, in un solo momento, si accorsero che oltre le loro porte chiuse,
non c'erano strade già battute, ma percorsi da inventare, da costruire,
con l'essenza dei propri inganni, col sapore dei propri peccati, coi frammenti dei propri errori.

Niente risultava inutile, di quella nuova sensazione, ogni goccia, era per se,
appartenente ad un'identità, finalmente.

Identità.

Nemmeno gli eroi avrebbero più fatto finta di tenerla nascosta.
Non c'erano più parole a penetrare i nervi, se non per rafforzarli,
tesi, come il vento.

Una forza nuova.

Senza nessun pregiudizio, scevro da considerazioni scadute come codici vecchi, striscianti.

Pugni chiusi.

A stringere quel nulla di cui s'intesse il desiderio ardente, il motivo a continuare.

L'uomo col bastone si chinò per batterlo per terra.
Tre volte.

Era giunto il tempo del tuono e la tempesta.
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