Poesie di Roberto Ceccacci

Nato (Italia)
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Scritta da: R. C.

Ti mancherà

Un giorno ogni mia parola,
Ogni gesto così come gli sguardi
Potrebbero finire

Quel giorno non mi sentirai arrivare
Ci sarà il silenzio che non sai,
Un vuoto che non conosci.

Ogni cosa che ho detto,
Ciò che ho fatto non lo troverai fuori da me,
Sarà banale e prevedibile.

Tutto di me ti mancherà,
Come i baci dati prima della notte
O ad ogni incontro fugace

Quel giorno nessuno ti dirà come,
Né perché, lo cercherai dentro te
Poiché è lì che è scritta la risposta.

Ti mancherà di me la mia attenzione,
La dedizione così come me stesso
Poiché con me eri tu a vincere.

Non ci saranno proroghe,
Né condizioni, ogni cosa sarà ormai perduta,
Non ci saranno vincitori.

Perché tu sappia che l'assenza data,
Non sia vendetta, non sia una fine,
Poiché continuerai a pensarmi.

Ti mancherà quel che non ho scritto,
Quel che ti resterà sarà il ricordo
Di una persona che ti ha amata
Roberto Ceccacci
Composta mercoledì 26 dicembre 2018
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    Scritta da: R. C.

    Tornando verso casa

    È tempo di tornare pensai.
    Mi incamminai verso il treno.
    Salii e presi posto,
    poi vidi sedersi accanto a me
    una giovane donna.

    Chiusi gli occhi per dormire,
    ma fui interrotto dalla telefonata
    della vicina
    parlava di amore, di ricordi,
    di tempo trascorso insieme,
    di momenti unici.

    Mentre lo faceva, lei sorrideva,
    sentivo la tristezza del distacco
    e la gioia del ricordo,
    pensai a me e la sentii vicina.
    Chissà dove sarebbe arrivato
    il loro amore.

    Non ci pensai più,
    poiché venni travolto
    dal pensiero di noi due ora lontani,
    ma mi sorpresi quando sulle mie
    labbra si accennò un sorriso.
    Roberto Ceccacci
    Composta mercoledì 21 dicembre 2016
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      Scritta da: R. C.

      Sarò così

      Trarrò dal vento la forza
      e dalle onde la passione.

      Del canto di un fringuello
      prenderò la gioia,
      dai prati i vivaci colori.

      Osserverò le montagne più alte
      per elevarmi a te,
      fluido sarò come l'acqua
      perchè sia adatto.

      Troverò per te magiche parole
      tra i romanzi d'amore e le poesie più rare.

      Verrò a cercarti ovunque tu andrai,
      sarò vento e colore
      tempesta e primavera

      Così sarò per te,
      così mi sentirai nel primo bacio
      che riuscirò a darti.
      Roberto Ceccacci
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        Scritta da: R. C.

        Perdonami

        A volte sai, è facile sbagliare,
        confondere il giallo con il sole,
        o anche l'azzurro con il mare

        ma credimi se stavolta te lo dico,
        non so da cosa è uscito quel discorso,
        ma con dolore immane io maledico

        maledico il momento in cui l'ho detto
        senza pensare a te, fragile e sola,
        solo per un dubbio maledetto

        abbi pazienza ti scongiuro ancora,
        non far di me come degli altri hai fatto
        il mio spirito irrequieto senza te scolora

        sii paziente e tornerò un tuo alleato
        fino al mattino, fino alla notte,
        finché il tuo cuore non sarà innamorato.

        Ti amo per quel sorriso
        per quel tuo modo di parlare
        per la tua bocca, per il tuo viso

        son qui disposto a ragionare
        se val la pena o meno di seguire
        ogni tuo giorno da qui all'avvenire.

        Innamorato.
        Roberto Ceccacci
        Composta domenica 3 gennaio 2016
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          Scritta da: R. C.

          Gelosie

          Come sia la sensazione di caduta di una foglia
          ora la provo!
          Quel senso di abbandono miserabile nel vuoto
          ora lo provo!
          Il rassegnato dondolio nell'aria prima del contatto!
          Lo sto provando.

          Che sia per una frase mal riposta
          per un silenzio dovuto e non chiarito
          che sia per un mondo assai lontano
          per la tua voce screziata dalla notte

          ogni parola nasconde un dolore
          mai curato, mai considerato
          sempre taciuto, non manifestato

          voglia la vita considerare il fatto
          che se solo potessi
          cancellerei ogni dubbio
          rinnegherei me stesso
          me ne farei un vanto

          geloso, di cosa, ma geloso
          di non poter vedere
          di non poter parlare
          nessun diritto mi sostiene

          eppure se solo potessi
          mi vestirei di luce
          di calma e di sorrisi
          e verrei a trovarti.
          Roberto Ceccacci
          Composta giovedì 14 gennaio 2016
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            Scritta da: R. C.

            Rivelazioni

            Erano i giorni della crisi,
            nuove pagine della mia vita
            si stavano scrivendo
            sul libro dei ricordi

            l'autunno mite stentava a
            presentar l'inverno
            dal canto mio
            fingevo fosse sempre primavera

            chiusi le immagini
            e mi incamminai nel verbo
            incerto di ottenerne un risultato
            entrai, lessi ed osservai.

            Erano in molti, tutti diversi,
            chi blu, chi nero e chi giallo,
            spesi molto tempo
            dietro a loro

            eppure mi innamorai
            del ricordo dell'amore
            della libera sensazione
            di universo

            ti conobbi lì, seconda a nessuno,
            libera silente e incontrollata
            più giovane di me non solo fuori
            ma l'anima l'aveva il suo perché

            dicemmo molto o molto poco,
            non fu arbitraria la nostra conoscenza
            in fondo ti cercai davvero
            ma appartenevi a un'epoca diversa.
            Roberto Ceccacci
            Composta giovedì 14 gennaio 2016
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              Scritta da: R. C.

              In fondo alle scale

              Salii a lungo quella scala,
              come un rampicante sul suo salice,
              avvolsi mente e corpo in un abbraccio,
              sperando di bere gioia dal mio calice.

              Volle il tempo considerar superfluo,
              ogni mio sforzo, ogni mia azione,
              passando dal momento del dispetto
              a quello dell'ammirazione.

              Ma non fu mai vero,
              quel desider sopito,
              rivoltomi alla fine di un percorso,
              per un contrasto infine mai capito.

              Non scenderò di nuovo quelle scale,
              ormai son qui che guardo dal mio faro,
              giusto, sbagliato, indifferente pare,
              ciò che resta è un ricordo molto caro.

              Tanta tristezza nel cuore e tanto amaro
              per un linguaggio spesso duro
              spesso avaro
              sarà poi il tempo riparatore?

              Guardai laggiù, in fondo alle scale,
              vidi una mano tesa ad aspettarmi,
              mi chiesi dunque cosa fare,
              aspettando di sentirmi chiamare.
              Roberto Ceccacci
              Composta mercoledì 2 dicembre 2015
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                Scritta da: R. C.

                Percorsi diversi

                Poteva essere tutto così semplice,
                una parola, un sorriso,
                un delicato verbo sul tuo viso.

                Ma l'enigmatica falda della mente,
                scatena, inibisce e produce
                i suoni che annichiliscono il presente.

                Basterebbe poco, forse un saluto,
                a rinsaldare un verbo ormai perduto
                che nel perdono ha la sua grande istanza.

                Cerca di capire, senza rovinare,
                quel minimo ricordo del passato
                che quelle notti insonni sapeva dominare.

                Fastidi, indifferenza, dolore elementare,
                forse non son io che debbo giudicare,
                ma l'anima vibra vicino a mezzanotte.
                Roberto Ceccacci
                Composta giovedì 3 dicembre 2015
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                  Scritta da: R. C.

                  Insensate riflessioni

                  Andai lontano nel parlare,
                  praticamente solo, inespugnabile
                  il castello di parole che ebbi intorno.

                  Non fu per odio, né per velleità,
                  mi ritrovai a descrivere il futuro,
                  sotto la scorta di un silenzio solo.

                  Feci due errori,
                  il primo fu ignorarti, ma poi,
                  seguendo la passione,
                  mi ritrovai da solo, col secondo errore.

                  Secondo solo a me, che circondato
                  avrei offerto l'anima al demonio,
                  pur di spuntare in un duello
                  ormai insensato.

                  Ora tutto tace,
                  ormai ovunque silenzi,
                  dividono la vita di ciascuno

                  serve un perdono,
                  compassionevole ed evidente,
                  nulla è per sempre.

                  Divisero l'anima a metà,
                  me ne porsero una parte,
                  la regali a te.

                  L'altra metà, risultò brillante,
                  splendida e lucente
                  fu adornata per l'amore.

                  Ora tutto tace,
                  ormai ovunque silenzi,
                  dividono la vita di ciascuno.
                  Roberto Ceccacci
                  Composta sabato 5 dicembre 2015
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