Scritta da: Tanatx

In fondo alle scale

Salii a lungo quella scala,
come un rampicante sul suo salice,
avvolsi mente e corpo in un abbraccio,
sperando di bere gioia dal mio calice.

Volle il tempo considerar superfluo,
ogni mio sforzo, ogni mia azione,
passando dal momento del dispetto
a quello dell'ammirazione.

Ma non fu mai vero,
quel desider sopito,
rivoltomi alla fine di un percorso,
per un contrasto infine mai capito.

Non scenderò di nuovo quelle scale,
ormai son qui che guardo dal mio faro,
giusto, sbagliato, indifferente pare,
ciò che resta è un ricordo molto caro.

Tanta tristezza nel cuore e tanto amaro
per un linguaggio spesso duro
spesso avaro
sarà poi il tempo riparatore?

Guardai laggiù, in fondo alle scale,
vidi una mano tesa ad aspettarmi,
mi chiesi dunque cosa fare,
aspettando di sentirmi chiamare.
Roberto Ceccacci
Composta mercoledì 2 dicembre 2015
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    Scritta da: Tanatx

    Percorsi diversi

    Poteva essere tutto così semplice,
    una parola, un sorriso,
    un delicato verbo sul tuo viso.

    Ma l'enigmatica falda della mente,
    scatena, inibisce e produce
    i suoni che annichiliscono il presente.

    Basterebbe poco, forse un saluto,
    a rinsaldare un verbo ormai perduto
    che nel perdono ha la sua grande istanza.

    Cerca di capire, senza rovinare,
    quel minimo ricordo del passato
    che quelle notti insonni sapeva dominare.

    Fastidi, indifferenza, dolore elementare,
    forse non son io che debbo giudicare,
    ma l'anima vibra vicino a mezzanotte.
    Roberto Ceccacci
    Composta giovedì 3 dicembre 2015
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      Scritta da: Tanatx

      Insensate riflessioni

      Andai lontano nel parlare,
      praticamente solo, inespugnabile
      il castello di parole che ebbi intorno.

      Non fu per odio, né per velleità,
      mi ritrovai a descrivere il futuro,
      sotto la scorta di un silenzio solo.

      Feci due errori,
      il primo fu ignorarti, ma poi,
      seguendo la passione,
      mi ritrovai da solo, col secondo errore.

      Secondo solo a me, che circondato
      avrei offerto l'anima al demonio,
      pur di spuntare in un duello
      ormai insensato.

      Ora tutto tace,
      ormai ovunque silenzi,
      dividono la vita di ciascuno

      serve un perdono,
      compassionevole ed evidente,
      nulla è per sempre.

      Divisero l'anima a metà,
      me ne porsero una parte,
      la regali a te.

      L'altra metà, risultò brillante,
      splendida e lucente
      fu adornata per l'amore.

      Ora tutto tace,
      ormai ovunque silenzi,
      dividono la vita di ciascuno.
      Roberto Ceccacci
      Composta sabato 5 dicembre 2015
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        Scritta da: Tanatx

        L'amazzone

        Solo, mi abbandonai al declino interiore,
        Mi guardai indietro e
        Trovai conforto nel calore dei ricordi,
        mi scaldai di quei momenti passati con mia madre,
        Delle lunghe interminabili malattie dell'infanzia
        tra le sue coccole e le sue carezze.
        Al mattino mi svegliava con un bacio sulla fronte,
        mi ricordava che era diventato giorno
        e sentivo l'odore della prima colazione
        mentre lei canticchiava un motivetto allegro
        prima di ripresentarsi per darmi il consueto pizzicotto sulle guance.

        Una mano sulla spalla mi destò da quel torpore,
        Era uno dei miei fratelli,
        che con gli occhi gonfi di lacrime mi guardava,
        Cercai il solito coraggio e affrontai il destino.
        Entrai e la vidi lì distesa serena,
        come sempre aveva sperato,
        come sempre l'avevo vista.
        Nulla era cambiato,
        se non il fatto che ora era libera per sempre,
        Sola, per tutta la sua vita,
        Come un'amazzone
        aveva combattuto mille battaglie ed ora,
        Finalmente, deponeva le armi.
        Mi rivolsi a lei con lo sguardo, mi guardò,
        Accennò un sorriso, le presi le mani,
        Mi avvicinai alle sue labbra e disse: ora vado serena.
        Fu l'ultima volta che la sentii parlare,
        La guerra era finita.
        Aveva vinto un'altra volta,
        perché tornava dal suo grande amore,
        Mio padre.
        Roberto Ceccacci
        Composta domenica 1 dicembre 2013
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