Le migliori poesie di Rita Stanzione

Nato (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Rita S.

Vecchio

Non smorzate le luci:
non ancora è il momento
ch'io mi assopisca...
Sono già stato il mio tempo
anello della catena
che cresce e s'allunga
nelle vostre vite.
Forte
e anche fallace
... come voi.

Oggi sono lo stesso di sempre
solo coperto da un guscio ingrato
che vi evoca pena.
Ma l'unicità del mio essere
non la baratto
con una veste moderna:
non sono moderno
... semplicemente io sono.
E avrei pagine da raccontare
dalla mia raccolta di appunti
... ma non c'è tempo
per le fiabe scadute.

Scappate, voi
presi dal gorgo
che piega gli affetti
in dosi centellinate.
Non badate
alle parole scollegate
di un vecchio
"il nonno
ha detto qualcosa...
chi è riuscito a sentire?"
Andate... correte...
io vi aspetto...
Rita Stanzione
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Rita S.

    Un fagotto

    Ho fatto un fagotto
    di fiabe e fandonie,
    di luoghi comuni,
    di frasi già fatte.

    Ci ho messo i racconti
    di mamme e di nonni,
    le mode e i cliché
    le fedi e gli inganni,
    e ogni illusione
    inventata per l'uomo.

    Ho aggiunto entusiasta
    le facili lodi
    di chi non ascolta,
    lusinghe sfacciate,
    mielose preghiere,
    i versi cantati
    con le belle rime,
    proverbi, rimedi,
    scongiuri, bugie.

    Il peso degli occhi
    coi loro giudizi,
    le dita puntate,
    i ridicoli gesti
    di chi non ha voce
    per farsi ascoltare,
    gli intrighi e le trame
    per farci inciampare.

    Gli stili pomposi,
    la forma perfetta,
    le pillolette
    che danno saggezza,
    la voce impostata
    per fare più effetto,
    i sorrisi stampati,
    i falsi e cortesi,
    i modi affettati
    e il sottile bon ton.

    E nella mia foga,
    ancor più decisa,
    ho tolto i cimeli
    dal vecchio baule,
    i futili segni
    dei tempi passati,
    carcasse ormai erose,
    inutili pesi.

    Che leggerezza
    improvvisa, inattesa,
    se avessi saputo
    lo stato beato
    ci avrei già pensato
    prima ancor di capire.
    Rita Stanzione
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Rita S.

      Quanta vita

      Quanta vita mi hai preso,
      quanti giorni vissuti nell'assurdo,
      quante notti insonni e minacciose,
      quanti suoni martellanti
      e parole versate addosso
      come piene di fiumi violenti.

      Raffiche di parole orribili
      per ricordarmi che eri sempre lì,
      che mai avresti mollato,
      anche a costo di vedermi morire,
      vedermi morire dentro
      o morire del tutto.

      Io che mi sento
      e sempre mi sono sentita
      come albero dritto e fiero,
      che si fa spezzare dalla tormenta
      ma non si china al suolo.
      No, non mi chino alla tua furia,
      alla tua volontà pazza e meschina,
      preferisco ferirmi e spezzarmi.

      E questo ti accresce ancor di più
      la rabbia e l'ostinazione di volere
      qualcosa che non ti è dovuto,
      e ancor meno ti è dovuto quel rispetto
      di cui tanto vorresti riempirti.

      Non hai dignità di persona,
      strisciante sei, come verde serpe,
      preda di mostruosità di pensieri
      che creano violenze e soprusi,
      un agire cieco, sordo, folle...

      Quanta vita mi hai tolto,
      quanti segreti rubati e mortificati,
      quante pressanti minacce, e ricatti,
      quanti bui momenti e giornate buttate,
      tutta vita percossa, sprecata.

      Un abisso, sì, un abisso,
      si schiuda improvviso sotto il tuo passo.
      Quanta vita mi hai preso...
      e quanta ancora potrai?
      Rita Stanzione
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Rita S.

        Te...

        Mi hai fatto vibrare
        anima, corpo e pensieri,
        con il tuo essere, con il tuo fare
        genuino, immediato,
        selvatico, puro.

        Un volto dipinto, una voce toccante,
        le tue parole, sublimi e triviali,
        sincere, in scenario creato...

        Passione, melodia di sensi,
        fantastico turbinìo di emozioni
        che girano forte, gemendo,
        nella sensuale, ludica danza
        del dare ed avere.

        Voglio vederti, devo sfiorarti,
        fermarti, tenerti...
        stampare su te le mie labbra,
        adagiare su te il mio profumo,
        godere il tuo essere intenso,
        aprire le gemme ormai colme
        di tutto l'ardore di te.
        Rita Stanzione
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di