Poesie di Rino Gaetano
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Capitolo sesto
Parla il colpito
(opera di Rino Gaetano)
Un dì, nel cammino della speranza,
Mi soffermai per un rimprovero
Venutomi dalla pura ignoranza.
Mi ordinarono a limite di Omero
Ire coi fagotti della mia irante.
Io, che no sapea rifugio al sombrero,
Mi difesi come mai e usai il calmante.
Nel mio spirto poetico trovai nel core
Una rima d'offesa e come Dante
La inveii contro bruto l'inflittore.
Osai e dirolle come gettar la sabbia,
Ero il primo contro quel dottore
Che non rispettava che sua rabbia.
Non val mostrare la prepotenza,
Non suffice celar passato in gabbia,
Quando poi di intelletto è senza.
Ma lui di educazione è pressoché manco,
Or che già mostravansi fuori e a menza.
Costa poco un uomo libero
Il frutto dell'uomo
non è maturo
puoi gustarmi
ancora acerbo
non vendo aria
puoi goderti una primizia
gradirei
attraversare
le cascate di miele
nell'oceano
vestito di fiori
solo in testa
sull'atollo di eros
urlerei
costa poco un uomo libero.
Insieme
Fermerò il mio tempo e vivrò di solo passato
brucerò sopra un fuoco i ricordi ormai svaniti
mischierò le stagioni i fiumi, i giorni e le parole
che mi facciano tornare ancora, insieme, insieme
insieme, insieme.