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Scritta da: Renzo Mazzetti

Salva Italia

Chiamato dal sommo del colle
subito nominato a vita senatore
a un passo dal burrone
agguanta sicuro le risorse
salva Italia il professore.
Piangono piccole pensioni e buste paga
i giovani cercano lo studio sereno
sognano il dignitoso lavoro
ma anche il padroncino s'ammazza
il mercato nella piazza affari in borsa gioca.
Europa sovrana immacolata nuova fede
dimentica tremende sofferenze estremi sacrifici
rubi patrie inganni finemente domi
popoli eroici sulle barricate e nelle trincee
campioni della democrazia e della libertà.
Ridotti a servi della finanza
gettati allo sbaraglio per il pane
penzola la carota davanti agli occhi
sul groppone sbatte rabbioso il bastone
sotto al palazzo grida di disperazione.
Composta giovedì 29 marzo 2012
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    Scritta da: Renzo Mazzetti

    Povertà

    Eccola che cammina
    e nell'illusione vive
    da quando ormai nacque.
    Tutto lo splendido contorno
    non vale più niente
    e rimane il centro
    di quello che l'occhio vede
    ed il cuore ancora sente
    percepisce e piange.
    Povertà nell'animo spoglio!
    Povertà nell'anello d'oro!
    Povertà nel lindo vestito!
    Fuggiamo da questo noi stesso
    e con le scimitarre
    facciamo a pezzetti il cielo
    e gettiamoci dentro i missili
    evadendo da questo mondo.
    Le radici però rimangono
    e abbarbicate nell'oscurità della terra
    ancora trovano un po' di nutrimento.

    Illusione che vive
    e già cammina
    da quando ormai nacque
    e cercando solo la morte
    attanaglia coi denti sporchi
    putride carni animali.
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      Scritta da: Renzo Mazzetti

      Passione

      Siamo di nuovo nati
      nel pomeriggio
      ricorrenza di amori.
      Sembrava un bacio
      contatto lieve intimo
      usuale espressione d'affetto.
      Invece esplose passione
      il sentire intenso
      divenne supersonico percorso.
      Strada sul cui cammino
      quanto più complesso è umano
      questo nostro indefinito destino.
      Celestiale vortice vissuto
      arcobaleno in cielo stellato
      profondo universo penetrato.
      Calore fondente carne
      di cuori e anime congiunte
      via lattea fluttuante.
      Dopo si plana
      ritrovando il letto
      sulla concreta terra.
      Caldo delle coltri
      che raffreddi i corpi
      doni profondo sonno.
      Nel risveglio
      tutto non ricordiamo
      come fosse sogno.
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        Scritta da: Renzo Mazzetti

        zeroquarantadue

        Senza alcuna ragione ragionata
        le braccia e le gambe
        frenetiche si muovono precise
        e le mani attente, veloci, lontane
        si attaccano ai pezzi
        innestandoli opportunamente.
        In questo non vivere
        nell'ammasso di ferro lavorato
        di viti e rondelle e bulloni
        e trapani e chiavi e motori
        il cervello diventa piombato
        tenta di fuggire la realtà
        nella testa disturba.
        Uomini e donne protagonisti
        consapevoli della fatica alienante
        assorbono grammo su grammo nocività
        sopravvivono ai tempi di produzione
        costruiscono utilità.
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