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Scritta da: Alan Pakistan

Traslocazione

Sentimento: lo stesso posto
Vagabondo allora ed adesso però
Non è il caso di preoccuparsi
Tornare indietro?
Ormai troppo tardi
E non c'è niente da recriminare
Tutto è già fatto, tutto è da fare
Non uno specchio per potersi osservare
Stanze di vetro nelle quali morire
Unico aiuto: un conto sospeso
Con un nemico lingua e terra straniero però
Condizione da soddisfare
Liberarsi dalla voglia di parlare
Grido: amico!
Condizione: sospeso tra cielo e terra
Fuoco ferito ed offeso
Non un sospiro
Una donna od un cane
Non un destino con cui possa giocare
Il cielo è uscito, cavalca sorpreso
Unico indizio: un angelo nero
Che va dicendo a tutti di essere Dio
Tra chi gli spara ci sono anch'io
E non c'è niente con cui possa volare
Non un sorriso a cui mi possa legare
E non c'è niente che mi sappia fermare
Unico solo
Vuoto, sabbia e dolore
Vado dicendo che sono Dio
Unico solo... io.
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    Scritta da: Alan Pakistan

    Momenti unici

    Il sole le sorrise
    Si svegliò e pianse
    Il sole le sorrise
    Si svegliò e vinse
    Le onde del cielo non rompono mai gli argini
    Eppure non odo fiori in questi prati
    Le onde d'oro non son che battiti
    Eppure non odo un suono in questi fragili momenti unici
    Lei verrà
    Lei verrà
    Io so che verrà
    Da me
    La nave ancorata non vuole partire
    Eppure la riva saluta già lontana
    La nave del cielo non si sa ancorare
    Eppure la riva saluta anche questi magici momenti unici
    Lei verrà
    Lei verrà
    Verrà
    Da me.
    Composta giovedì 23 marzo 1995
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      Scritta da: Alan Pakistan

      Poesia di niente

      L'uomo camminava sempre spalle al sole
      Macinava kilometri macinava parole
      Kilometro dopo kilometro
      Parole dopo parole
      Sole dopo sole dopo sole dopo sole
      Ho udito un uomo che gridava
      Gridava al mondo ciò che provava
      Ma il mondo passa senza vedere
      Non c'è nessuno che lo stia a sentire
      Ti porto dentro ovunque vado
      Questo non lo puoi cambiare
      Ti porto dentro ovunque vado
      Non so se puoi capire
      Son come vento nella sera
      Son come l'alba che è sorpresa dall'arrivo della gente
      Poesia di niente
      l'uomo stava quasi a cadere
      Vuoto intorno vuoto senza fine
      Vuoto dentro, vuoto senza ritorno
      Cupo ricordo di uno strano giorno
      Ho visto l'uomo che gridava
      Per una donna che non c'era
      Ma il mondo passa senza vedere
      Quell'uomo nessuno lo può sentire
      Ti porto dentro ovunque vado
      Questo non lo puoi cambiare
      Ti porto dentro ovunque sono
      Non so se puoi capire
      Son come pioggia, primavera
      Son come un fuoco che galleggia
      Sotto la linea della gente
      Poesia di niente.
      Composta giovedì 31 ottobre 1996
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        Scritta da: Alan Pakistan

        Notte di vetri

        Sarà che le grida non giungono agli occhi
        e le immagini sono disperse dietro agli specchi
        Sarà che ogni nome è un segreto
        e ogni segreto è diverso ma poi è lo stesso
        Sarà che il mio nome ti ho detto
        Sarà che il segreto è già perso
        Dietro il sole dello sguardo tuo brillante e terso
        Sono il figlio della pioggia
        Sono il re dello stagno del cuore degli occhi
        Questo è il mio regno
        Sarà che la storia è già scritta ma ogni giorno può cambiare
        Sarà che il silenzio si può toccare e mangiare e far sanguinare
        Sarà che non c'è niente di vero accanto al mistero
        Sarà che non c'è nessuno qui accanto a bagnarmi le spalle di pianto
        Sarà che la neve ti scotta se il cuore ti ghiaccia
        Sarà un giorno diverso
        Sarà un giorno ormai perso
        Sono il figlio della pioggia
        Sono il re dello stagno del cuore degli occhi
        Questo è il mio regno
        Sarà che tu non mi guardi e non sai cosa dire
        Sarà che è troppo tardi per non farti soffrire
        Sarà un inverno diverso in questo morire
        Sarà sole avrò freddo
        Sarà pioggia e dormire
        Sarà che la terra è bagnata dalla pioggia che cade
        Sarà che la notte è già stata e più nulla ti accade
        Sono il figlio della pioggia
        Sono il re dello stagno del cuore degli occhi
        Questo è il mio regno
        Sarà quello che sento ma non lo ricordo
        Sarà che il futuro si è perso e non sa ritornare.
        Composta lunedì 21 novembre 1994
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