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Poesie di Raffaella Frese

Poetessa e scrittrice, nato domenica 27 febbraio 1977 a Basilea (Svizzera)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Raffaella Frese
Non credere a chi ti dice che non sei capace,
non credere a chi ti guarda dall'alto in basso
e rimane in silenzio.
Non credere a chi ti dice che
non puoi fare nulla per cambiare la tua vita.
Non credere a chi ti mostra una via
e lui ne prende un'altra.
Non credere che tu non sia forte,
perché hai la dote per superare qualsiasi avversità
apportata della vita, credi in te stesso
e sarai capace di fare tutto.
Solo in te stesso e nelle tue capacità
e avrai la possibilità di avverare ogni tuo desiderio,
persevera nella speranza
dimostrando che tutto è possibile.
Composta lunedì 8 luglio 2013
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    Scritta da: Raffaella Frese

    Cadono

    Cadono! Infreddolite le foglie
    da arbusti di lamento.
    Spengono le loro gemme,
    di lucente e placida bellezza
    e senza un sospiro, lacrimano,
    mentre giacciono sul tappeto del mondo,
    spezzando un sogno
    dove piangerà il ricordo.
    Cadono! Mille promesse.
    Parole dimenticate, nel freddo di quest'inverno
    che bussa adesso alle nostre porte.
    Cadono i giorni,
    mentre ragnatele s'intersecano
    nel labirinto d'una sottile brina,
    dove solitario regna il silenzio
    e cumuli di terra; s'intrecciano
    nel crepuscolo della sera.
    Cadono adesso i miei pensieri
    come fragili e delicate foglie d'autunno,
    mentre do lode alla vita e alla libertà eterna.
    Cadono le mie lacrime; adesso,
    mentre m'incammino leggera
    per queste vie della città sconosciuta
    dove a cavallo dei sogni m'accingo a cercare il domani,
    tra ritmi stonati
    e frammenti d'intimità, cadono.
    Composta domenica 18 agosto 2002
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      Scritta da: Raffaella Frese

      Al grande uomo che fu

      Mi disse fai tesoro di tutto
      e riponilo dove nulla l'assordi
      dove luce non batte
      nei meandri oscuri dell'essere.
      Nei riflessi nodosi delle tue radici.
      Mi guardò
      e fragile come fieno
      alitato dal vento
      si chinò
      donandomi il suo cuore in frantumi
      e fece di un gemito doloroso
      un canto armonioso.
      Al buio ribelle sorrise
      tornando coi ricordi
      all'infanzia soppressa,
      reciso e disperso
      nel cancro della vita, aspetto
      e seppe aspettare l'attimo
      e nel rosso scarlatto della luce
      d'allegrezza scaturì sincero,
      e come fenice persa nella distesa
      di un'amara sconfitta
      chiese al lacero Dio
      di veder la luce ed essere redento,
      mentre benediva la luna
      stringendosi a me.
      Composta martedì 17 febbraio 2004
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