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Le migliori poesie di Rabindranath Tagore

Poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo, nato lunedì 6 maggio 1861 a Calcutta (India), morto giovedì 7 agosto 1941 a Calcutta (India)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Credevo che il mio viaggio
fosse giunto alla fine
mancandomi oramai le forze.
Credevo che la strada
davanti a me
fosse chiusa
e le provviste esaurite.
Credevo che fosse giunto
il tempo
di trovare riposo
in una oscurità pregna
di silenzio.
Scopro invece che i tuoi
progetti
per me non sono finiti
e quando le parole ormai
vecchie
muoiono sulle mie labbra
nuove melodie nascono dal
cuore;
e dove ho perduto le tracce
dei vecchi sentieri
un nuovo paese mi si apre
con tutte le sue meraviglie.
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    Scritta da: Cristian Fantuzi
    Sognai che lei sedeva vicino al mio capo,
    arruffando teneramente i capelli
    con le dita, suonando la melodia
    del suo tocco.
    Guardai il suo volto,
    e lottai con le lacrime,
    finché l'agonia di parole non dette
    lacerò il mio sonno come una bolla.

    Mi sedetti sul letto e guardai lo splendore
    della Via Lattea sopra la finestra,
    come un mondo di silenzio in fiamme,
    e mi chiesi se in questo momento
    lei sognasse un sogno simile al mio.
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      Se tu non parli
      Se tu non parli
      riempirò il mio cuore del tuo silenzio
      e lo sopporterò.
      Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
      nella sua veglia stellata
      con il capo chino a terra
      paziente.

      Ma arriverà il mattino
      le ombre della notte svaniranno
      e la tua voce
      in rivoli dorati inonderà il cielo.
      Allora le tue parole
      nel canto
      prenderanno ali
      da tutti i miei nidi di uccelli
      e le tue melodie
      spunteranno come fiori
      su tutti gli alberi della mia foresta.
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        Scritta da: Gabriella Stigliano

        Non mi accorsi del momento

        Non mi accorsi del momento in cui varcai
        per la prima volta la soglia
        di questa vita
        Quale fu la potenza che mi schiuse
        in questo vasto mistero
        come sboccia un fiore
        in una foresta a mezzanotte?
        Quando al mattino guardai la luce,
        subito sentii che non ero
        uno straniero in questo mondo,
        che l'inscrutabile, senza nome e forma
        mi aveva preso tra le sue braccia
        sotto l'aspetto di mia madre.
        Così, nella morte, lo stesso sconosciuto
        m'apparirà come sempre a me noto.
        e poiché amo questa vita
        so che amerò anche in morte.
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