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Scritta da: PostScriptum

Ho fatto di lei; ho fatto di te

Ho fatto di lei una pittura a colori forti:
il nero dei capelli, il rosso delle labbra;
ho catturato la magia del suo sguardo fiero,
la tenerezza degli occhi profondi
... e non sono pittore.

Ho fatto di lei una scultura:
ho addolcito la pietra dura,
ho piegato il marmo, come il Canova
nel bacio etereo di Psiche e Amore
... e non sono scultore.

Ho fatto di lei una sinfonia:
vibrazioni di violino, acuti di clarinetto,
arpeggiamenti lievi e carezzevoli
come teneri seni
... e non sono musicista.

Ho fatto di lei una poesia;
l'ho scritta mentre passavi ignara,
indifferente e appena mi degnavi
di un buongiorno. L'ho scritta per te
... e vorrei, almeno, essere poeta.
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    Scritta da: Pietro Saglimbeni

    Battiti cosmici

    Quando batte questo cuore...
    come batte...

    quando scorre questo sangue
    rosso e blu di plasma e ferro
    capillare, come scorre

    quando bussa questo cuore...
    come bussa...
    urgente e travolgente
    di ossigeno che spira

    quando palpita il cervello...
    come palpita...

    quando fulmina e scintilla
    di idrogeno e carbonio, ogni fibra

    ogni atomo che vibra
    che si espande come onda

    quando parla questo cuore...
    come parla...

    quando ride e quando piange
    quando inonda d'emozione, in ogni dove

    ogni atomo e molecola
    di quaggiù e di lassù...
    nel cosmo intero

    corrisponde un'emozione
    corrisponde un pensiero

    in quel battito di cuore c'è un palpito di cielo.
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      Scritta da: Pietro Saglimbeni
      Gocciola
      dalla roccia
      una goccia
      diamantina

      d'acqua
      trasparente
      che disseta
      giocando

      goccia a goccia
      al bambino
      sulla lingua da mammella;

      se la guardi
      al microscopio
      ti mostra mostri
      rutilanti

      vitali forme
      evanescenti
      protozoi ciliati
      e naviganti;

      ogni uomo
      è una goccia
      e forma fiumi
      e passa ponti

      in corsa a Roma
      come a New York
      o a Tokyo e tutti
      verso Maratona

      mentre sotto i ponti
      scorre lento
      ancora il fiume della storia;

      lo stillicidio
      calcareo allaccia
      totem di stalattiti a stalagmiti

      chi può contare
      tutte le gocce che l'Orinoco
      versa nell'Atlantico

      o del Gange
      pullulante di gente
      o del Nilo
      che risale al cielo

      neanche un Dio
      vorrebbe cifrare
      perché la goccia
      è lacrima umana

      e quando scende
      dalla roccia
      è poesia che
      sgocciola pensieri

      che stilla a stilla
      nel cosmico
      silenzio parla
      e annunzia vita.
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        Scritta da: Pietro Saglimbeni

        Aumkara della vita

        Nel buio prenatale
        l'eco della voce
        carezza sotto pelle;
        canta la madre e
        il bimbo nuota nel suono
        primordiale oceano
        di infinite odissee.

        Partorirà con gioia
        e di dolore
        verserà vagiti
        in versi
        come semi al vento;
        semi che cadono
        dentro le intime fessure
        di una terra fertile
        pettinata di solchi;
        da essa nascerà
        e a nuovo giorno
        rinascerà
        uovo/uomo nuovo.

        L'eco di quella voce
        umana e primordiale
        risentirai sotto cipressi
        sotto lapidi mute
        scritte con nomi, numeri
        e frasi uguali;
        così per sempre
        libero sarai dai luoghi
        e dai tempi
        di quest'utero di mondo.
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