Scritta da: Pierluigi Ciolini

Le risposte del cuore

Ma com'è che va?
la sera l'aquila al nido

E al saggio
la mano al mento
quando domanda poni?

Ma com'è che va?
quando s'arrende
la spada nel fodero al guerriero

(Mi parlò in una notte piovosa)

Non hai ne spada ne mantello
solo labirinti
abitati da strane creature

Ora adagio ti prego cullami
perché passi anche questa notte

Bramavo ali sulle spalle
ma tu mi riposi le mani
sul tuo grembo
per sentire nuova vita
e senza più dolore
germogliò la chiave
per aprire ancora
porte a nuovi giorni

Non ti ho mai conosciuto
e solo per questo
ti chiamerò straniero.
Pierluigi Ciolini
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    Scritta da: Pierluigi Ciolini

    Mille e una Notte

    No no lo ammetto
    avevo rotto gli occhiali
    e giocavo a moscaceca

    Si io che sbriciolavo il cuore
    per disegnare sull'asfalto
    il sorriso alla malinconia

    Io che non vedevo la fine
    e allungavo le mani
    in cerca dello specchio magico
    di quei pochi e inutili nascondigli

    - non ero più solo -

    Camminavo in compagnia
    di un Pierrot e una Zingara

    Lui muta faccina provata
    da una lacrima di vento
    sembrava in una fiaba beffarda
    in cui ti muovi ha fatica
    alla ricerca perenne de
    alla fine vissero
    tutti felici e contenti

    Lei in cerca della corte dei miracoli
    con un lampo vermiglio fra i capelli
    e una luce negli occhi
    scuotendo la testa
    sussurrava due volte
    a l'eco delle mie emozioni

    è solo un incantesimo
    è solo un incantesimo

    a lume di candela
    su di una strada che non scegli
    ma vuoi arrivare in fondo
    mi volle fare le carte

    forse tarocchi

    ma con due sole carte
    tra il giudizio e l'appeso
    avevo la scusa per fermarmi
    al mercato delle pulci

    inseguito da una farfalla
    che non a caso sbatteva le ali
    in cerca di primavera

    tra saltimbanchi e mangiafuoco
    barattai il mio pastrano
    per uno zecchino d'oro

    - e cosi pagai pegno per le mie bugie -

    certo era un pastrano vecchio
    aveva le tasche un po' bucate

    ma dalle luci della notte

    era di lana
    spinosa e grezza
    comprata qua e la
    in anni difficili da filare
    ma pur sempre buoni
    per scaldare la solitudine

    mentre lo toglievo
    le comparse si fermarono
    ed io recitando con gli occhi
    al culmine di una scena
    già vista nel mio teatrino

    inciampavo ancora
    nelle stringhe
    sciolte del cuore

    e ridevano di me

    io che burattino senza più fili
    avrei solo voluto stare in equilibrio
    nell'immenso di un'altra notte
    cercando la Fata Turchina

    o piuttosto che niente

    a seminare margherite
    sull'ultima stella a destra
    insieme alla Donna cannone.
    Pierluigi Ciolini
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      Scritta da: Pierluigi Ciolini

      Il pane della notte

      Di questa notte
      che sa di vita
      c'è chi non capisce
      le sue distese
      d'infinito marciapiede
      dove ti puoi sedere
      e stare in silenzio
      parlare e piangere
      o semplicemente ascoltare
      in un silenzio che poi ti culla
      di questa notte che ti rimbocca.
      le lenzuola di una vita
      che ti fregava a terra
      e si notte magica
      che cammina insieme a te
      e che ti fa trovare quello che hai perso
      che le lacrime ti asciuga
      o le tiene segrete
      sotto la pioggia
      di passaggio
      in questa notte

      Di questa notte che anche se fredda
      ma che profuma di pane
      e di strade da percorrere ancora

      Madre che ti può scaldare il cuore
      ma anche
      Madre che ti può lasciare a bocca asciutta

      Si a noi tasche vuote rivoltate
      di questa città fatta di crosta di pane
      un carrozzone di semplici briciole
      che saltano giu nelle pozzanghere
      a piedi uniti come ragazzini
      per vedere chi fa gli schizzi più alti

      Di questa notte zingara
      che legge la mano
      a un furtivo destino
      straccione insieme
      a noi senzatetto
      come le vecchie comari
      in un passaparola
      di sguardi
      fra i marciapiedi

      E di te che guardi
      sempre i miei difetti
      prova a stendergli la mano
      che un pezzo di pane
      ce l'ha anche per te
      questa notte.
      Pierluigi Ciolini
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        Scritta da: Pierluigi Ciolini

        Amori d'autunno

        Amori al vento
        disperse foglie
        ormai ingiallite
        s'ammucchiano
        sotto l'immobile
        centenario.

        Amori fatti d'ombrelli
        sopra il cuore
        per paura del no
        o forse del silenzio
        che piega e spezza
        e non sente le campane.

        Amori freddi in cerca di riparo
        o forse di un cerino
        per incendiarsi ancora

        Amori ancora verdi
        seduti su di una panchina
        con i pensieri in tasca
        e due parole strette in pugno
        per non farsele scappare

        non è un sogno
        ma non svegliateli

        è uno sfiorarsi con gli sguardi
        furtivi mezzi baci
        fra la pioggia che
        l'inzuppa di colori e...

        fluttuano nel cielo
        come aquiloni
        senza spago.
        Pierluigi Ciolini
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          Scritta da: Pierluigi Ciolini

          Passeggeri della Notte

          Su binari di pensieri
          sferragliati nell'oscuro
          l'illusione incatenata
          lamentosa batte i pugni

          E quel treno
          di fantasmi
          liberato
          senza freni
          d'una spinta
          ha sol bisogno
          dalla nuda
          sua miseria

          l'infinita consumata
          vinta mostra
          il suo biglietto
          fazzoletto rugginoso
          che vuol
          sventolare ancora

          salgono timidi
          gli albori
          di rugiada rivestiti

          passeggeri su
          un marciapiede
          s'incamminano
          tra agnelli e lupi

          spasimi e lacrime
          sono finiti
          a lucidare

          forse...

          le soglie del cielo.
          Pierluigi Ciolini
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