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Poesie di Paolo Tacconi

Facchino, nato domenica 20 agosto 1972 a Bologna (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Tap72

L'ispirazione

Tu che vai cercando
in ogni dove e in ogni quando
quel qualche cosa
come lo sbocciare di una rosa.

Quel sentimento che un tempo
avevi dentro
e che senza presunzione
ascoltavi con attenzione

Non ti accorgi che c'è ancora?
Lei non ti ha mai abbandonata.
È rimasta dove allora
tu stessa l'hai lasciata.

Basta solo farla uscire
per non farla mai morire.
Liberarla dalle catene
della mente che la trattiene.

Da quel poco di pigrizia
che certo non ti aiuta
e anche se qualche volta ti letizia
pian piano la tua vita muta.

E così ti addormenti
fin che quel fuoco bruciar più non senti.
Ma nessuno la può ignorare
ed alla tua porta tornerà a bussare.

Allora non avrai altra soluzione
che accogliere l'ispirazione
e cominciare a fare.
Composta sabato 11 maggio 2013
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    Scritta da: Tap72

    Il signore del cartone animato

    Stavo guardando un cartone animato
    quando mi sono addormentato.

    Al mio risveglio con stupore
    ho visto davanti a me un signore.

    Mi son bastati pochi istanti
    per capir che lì davanti
    avevo il personaggio
    del cortometraggio.

    Poi svanì in un momento
    come portato via dal vento.

    Mi alzai di scatto
    e mi accorsi tutt'un tratto
    che il signore del cartone animato
    l'avevo solo sognato.
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      Scritta da: Tap72

      Il villano di paese

      C'era una volta in un paese lontano,
      un tipo assai villano.
      A tutti urlava,
      con nessun eccezione faceva.

      Un giorno però
      qualche cosa cambiò.
      Arrivò da un paese vicino,
      un piccolo omino, con sotto a un braccio un cuscino.

      Appena arrivato in paese,
      il villano lo coprì di offese.
      Fu allora che l'omino
      gettò a terra il suo cuscino
      e senza parola conferire si mise a dormire.

      Il villano s'infuriò
      e lo offese per un bel po'.
      Non riuscendolo a svegliare,
      capì che era inutile continuare.

      Da quel giorno tutta la gente del paesino,
      si portò appresso un cuscino.
      Chiunque il villano incontrava
      lo gettava a terra e si addormentava.

      Non trovando più alcun divertimento
      passò poco tempo
      che il villano si dovette arrendere
      e smettere di offendere.
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