Poesie di Paolo Spagnuolo

Funzionario pubblico, nato domenica 1 febbraio 1970 a Avellino (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Diario.

Scritta da: Paolo Spagnuolo

Grazie eterno

Mai avrei voluto vedere te,
dolce fratellino, proprio te,
come ti ho visto in questi giorni.

Una consumazione lenta e inesorabile,
lo spegnersi di una candela
che ha illuminato il mio cammino
fino al suo stoppino.

Mi hai spezzato il cuore,
sarà arduo risalire la china
senza sapere che ci sei.

Grazie, un grazie eterno,
per la cura che mi hai prestato
fin dalla nascita.
Ti devo tanto enzo, ma a che serve dirlo?
Forse che tu possa guarire? No!
Il miracolo non ci sarà, purtroppo.
Il miracolo lo hai fatto tu con me,
tendendomi sempre la mano
e aiutandomi a diventare quello che sono,
un uomo.
Grazie eterno!
Paolo Spagnuolo
Composta lunedì 28 luglio 2008
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Paolo Spagnuolo

    Come potrò stare senza?

    Superbamente buono, affabile, gentile, ironico all'occorrenza,
    dimmi: come potrò ora stare senza?

    Guidasti i miei primi passi, quelli teneri, strette tenesti le mie manine,
    la distanza da me pianger ti fece;
    quanto amore per me, fratello caro!
    Come potrò stare senza?

    Con presenza e passione curasti le mie scelte,
    indirizzasti come il miglior padre le mie ansie,
    nelle mie gioie tu il più felice;
    dimmi: come potrò stare senza?

    Tesoro inestimabile, rifugio sicuro,
    foce delle mia anima, letto calmo nelle mie tempeste:
    questo eri tu per me!
    Dimmi: come potrò ora stare senza?

    Ricordo ancor la tua voce,
    nella lontananza vicina, tanto vicina,
    la sua eco ancor risuonami dentro.
    Come potrò stare senza?

    Nessun amore potrà mai surrogare il tuo,
    né altri potran riempirmi come hai fatto tu!
    Del mucchio di ricordi che un dì sarò,
    tu sì, sarai parte grossa e di sostanza;
    dimmi, allora, fratello caro,
    come potrò stare senza?

    Ma forse, a pensar bene,
    una risposta a tutto questo io ce l'ho:

    da te cotanto appresi
    che bisogno ancor non avrò;
    la tua saggezza sarà mia compagna,
    la tua bontà fedele amica;
    niente più ora ha importanza:
    potrò stare senza!
    Paolo Spagnuolo
    Composta venerdì 1 agosto 2008
    Vota la poesia: Commenta
      Questo sito contribuisce alla audience di