Le migliori poesie di Paolo Melotto

Musicista, nato sabato 19 agosto 1989 a Rivoli (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Paolo Melotto

Diapason

Ingenuo corpo celeste.
Tenue scia luminosa
Ammaliante ombra

Archetipo enigma
Risplendono le vibrazioni giungendo al cuore
Risuonano le immagini in infinite echo

Si mescolano tra di loro, formando un corpo pieno di vita
Diapason malefico di suoni e ricordi
Onde ininterrotte di pensieri lasciati liberi

Giungerai alla fine prima o poi?
Sentirai la magica risonanza tutt'attorno
Inarrestabile e indistruttibile.

Petali quelli che si posano sulle tue dita.
Porpora che Non lascia traccia di se
Sovrana follia, dolce sentimento

La bestia prende possesso del corpo senza vita
Il re combatte per il suo onore perduto
Il giullare continua la sua danza senza fine

Lacrime, come speranze in un giorno di pioggia.
Scendono passando per la valle segreta
Le lune proseguono, formando un quadro più grande

Alla stregua di una canzone
Cantate amici miei, per il giorno del funerale.
Avanti, morite con me

Tutto sembrerà più imponente.

È tutto qua.
Se tu cerchi il significato.
È solo un quadro più grande.
Paolo Melotto
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    Scritta da: Paolo Melotto

    Pioggia Lieve

    Pioggia lieve,
    Pioggia piccola e dolce
    Lasciar il tuo respiro al lieve canto antico
    Sgocciolare piccolo e leggero
    Rugiada bambina,
    un piccolo luccichio brilla nel cuore

    le prime luci sorgeranno
    oggi piove solo per te
    par d'udire salubre brezza
    e prodigo spirito tu ritorni
    onde tu vaghi per le lande deserte
    spirito buono

    l'anima mia soccombe d'eterna stirpe
    goccia di pace tu sembri
    il muschio bagnato mi narra
    di chi passò senza preoccuparsi
    calpestò e l'uccise
    ma tu hai ancora voglia di vivere

    goccia lieve
    lieve bambina
    piccola e leggera tu cadi
    un piccolo luccichio brilla nel cuore.
    Paolo Melotto
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      Scritta da: Paolo Melotto

      Sentimento ignoto

      Sinuose forme si muovono nel buio.
      A sinistro chiarore d'un sospiro
      Abbandonarono le loro case
      e si rifugiarono per sempre dietro al mondo.
      La notte arriva per renderci inermi.
      La purificazione di un ingenuo sentimento.
      Scesi ad un compromesso.
      Ciò che ci rende maledetti è segreto.
      Un morbido bacio accarezza il nostro silenzio
      Al semplice suono silente.
      Sospirando sempre e soltanto selvaggiamente
      Ho paura.
      Paolo Melotto
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        Scritta da: Paolo Melotto
        Suoni stridenti si diffondono nella foschia mattutina.
        Solo nella nebbia confusa
        nulla si mostra innanzi a me

        Hai vissuto abbastanza per poter raccontare qualcosa di te?
        Un rivolo di sangue appare in lontananza
        passa davanti a me, prosegue la sua strada verso una metà sconosciuta

        Qualcuno è forse morto senza dire nulla?
        Piccole grida si perdono nel vuoto di una pagina bianca
        gocce di sangue impresse nel ricordo indelebile

        Hai cercato troppa dolcezza nelle altrui parole
        Il miele fuoriesce senza che tu lo possa saggiare
        è questa una maledizione?
        O forse e solo la prevedibile conseguenza per aver vissuto troppo?

        Un tuono elettrico si diffonde ora nell'aria
        squarcia l'aureo silenzio, inquietudine vestita di luce.

        Un monito giunge infine.
        È dunque questa la morte?
        Sto raggiungendo l'altro lato dell'inferno.
        Redimi le mie membra, prosciuga il ribollente sangue

        Nella notte, nelle tenebre più totali.
        Esseri maligni, essi hanno crocifisso la luna.
        Mi hanno incatenato quaggiù, nel pozzo del mio dolore.
        Mi hanno inchiodato al seme della mia pazzia

        Nessuno ha mai visto un angelo cadere dal cielo
        Qualcuno ha invece scarnificato vivo un povero bambino

        Laggiù, sopra le montagne, sulle fredde alture insensibili
        Un lupo solitario ti fissa immobile, osserva ogni tuo movimento
        Urla, grida, morte che si bagna nella linfa porpora.

        Io ho visto tutte le ere di questo mondo.
        Io ti ho visto, uomo, mentre uccidevi tuo padre
        ti ho visto, mentre bruciavi i tuoi antenati, mentre annientavi i tuoi fratelli.

        Ti ho visto mentre strappavi la carne dagli esili corpi dei miei simili.
        Ti ho visto mentre strappavi capelli per farne tappeti, mentre staccavi denti per farne collane.
        Ti ho visto mentre mangiavi la tua carne, mentre ti tagliavi la gola,
        mentre morivi nel tuo stesso sangue

        Chiedo umilmente perdono per ogni chiodo che ho fissato al mio corpo.
        Perdono per ogni proiettile che mi sono sparato in testa
        Per ogni lama che ha ridotto i miei polsi in cenere

        giù per la spiaggia una danza continua senza fine.
        Mille esseri luccicanti danzano in cerchio, pregando il mare
        ti vedo, inerme nelle gelide acque limpide.

        Non vi preoccupate.
        Sanguino ormai da molto.
        Presto vi lascerò per sempre.

        Sveglia,
        vieni con me.
        Ti porterò in posti ignoti
        avanti,

        scegli il segno del tuo giorno,
        scegli la strada da seguire
        sorprendi la tua vita
        regala polvere magica,

        seguimi lungo la foresta,
        trovami tra gli antichi alberi

        ogni cosa si rompe
        da ogni cosa esce sangue
        e danza.
        Paolo Melotto
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