Scritta da: Pablo
Ottuso mostro
la parola vacilla e si districa
lebbrose intenzioni si svolgono
si sciupano nei corridoi quotidiani
nere acque
lo sguardo s'inclina disincarnato
nel prevalente pudore
le rosse colline di viti
si sono dissolte
nelle nebbie degli anni
restano simulacri non fungibili
di corse strappate al pomeriggio
le stagioni gemmanti
si celano alle spalle

decadenti memorie si diventa
in sussurrate precoci apatie
ma fummo sempre precoci
non so se vanto
o irrimediabili vanità

ma così è stato,
un improbabile esistere
malamente declinato
per frettolosi viottoli in superficie.
Paolo Casavecchia
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    Scritta da: Pablo
    Di tremore in tremore
    s'allontanava l'intima luce
    si scolorivano i bordi delle giornate
    lunghe ringhiere in ombra
    di accatastati libri variopinti,

    età passanti nei canali inconsapevoli
    cedevoli al moto inerziale
    lungo una retta invisibile
    con velocità costante di soffocati sussulti
    di materia di per se stessa immobile
    agitatasi nella geometria spazio-temporale
    invasa dal tessuto connettivo liquido
    circolante in un sistema chiuso
    ricco di acqua
    per ricordarci che tutti
    fummo pesci,
    blocchi primordiali della Via lattea.
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