Poesie di Oscar Wilde

Poeta, aforista, scrittore, drammaturgo, giornalista, nato lunedì 16 ottobre 1854 a Dublino (Irlanda), morto venerdì 30 novembre 1900 a Parigi (Francia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Quei luoghi gentili

E noi li abbiamo lasciati quei luoghi gentili
Con passo pesante, verso il nuovo calvario,
Di qui osserviamo, come chi allo specchio
Veda il proprio volto,
L'umanità suicida.
Capiamo quali spettri orribili
La mano rossa dell'uomo
Sappia fare sorgere.
Oscar Wilde
Composta mercoledì 26 agosto 2009
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    La grazia in qualche modo

    La grazia in qualche modo, il fiore delle cose sfugge
    a noi, i più miseri di tutti, i più infelici.
    Noi che per pietà dobbiamo
    vivere la vita di altri non la nostra. E poi distruggerla
    con tutto dentro. Era ben diverso
    quando l'anima e corpo pareva si fondssero
    in sinfonie mistiche.
    Oscar Wilde
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      Eppure primavera è nell'aria

      Pieno inverno: il contadino vigoroso
      Trasporta le fascine della legnaia gelida
      e batte i piedi contro il focolare.
      Sul fuoco che langue getta i ceppi freschi
      e ride perché la vampata spaventa
      i suoi bambini. Eppure, primavera è nell'aria.
      Cinta di erba gioia, verde sorridente.
      E avanti indietro per il campo va il seminatore
      e dietro a lui ridendo un ragazzino spaventa i corvi
      Rapaci, coi suoi strilli. Allora il castagno si veste
      Splendidamente, e sull'erba si iega il fiore cremoso
      In eccesso odoroso.
      Oscar Wilde
      Composta lunedì 17 agosto 2009
      dal libro "Poesie" di Oscar Wilde
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        È pieno inverno

        È pieno inverno, sono nudi gli alberi
        Tranne là dove si rifugia il gregge
        Stringendosi sotto il pino.
        Belano le pecore nella neve fangosa
        Addossate al recinto. La stalla è chiusa
        Ma strisciando i cani tremanti escono fuori,
        Scendono al ruscello gelato. Per ritornare
        Sconsolati indietro. Avvolti in un sospiro
        Sembrano i rumori dei carri, le grida dei pastori.
        Le cornacchie stridono in cerchi indifferenti
        Intorno al pagliaio gelato. O si acquattano
        Sui rami sgocciolanti. Si rompe il ghiaccio
        Tra le canne dello stagno dove sbatte le ali il tarabuso
        e allungando il collo schiamazza alla luna.
        Saltella sui prati una povera lepre,
        Piccola macchia scura impaurita
        e un gabbiano sperso, come una folata improvvisa
        Di neve, si mette a gridare contro il cielo.
        Oscar Wilde
        Composta martedì 11 agosto 2009
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          Se non avessimo amato

          Se noi non avvessimo amato,
          Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape
          Nel suo grembo dorato,
          Se quella pianta di rose avrebbe ornato
          Di lampade rosse i suoi rami!
          Io credo non spunterebbe un foglia
          In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
          Che baciano. Non fosse per labbra dei poeti
          Che cantano.
          Oscar Wilde
          Composta martedì 11 agosto 2009
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