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Scritta da: Widmer Valbonesi

Turbamenti di primavera

Era l'ultimo giorno di Aprile
Tutto il giorno amante gentile,
poi è venuto l'inizio di Maggio
e hai perso tutto il tuo coraggio.

Ed in mezzo al nostro percorso
Hai voluto introdurre un discorso
Che per un poco avevi lasciato,
fare le cose che hai sempre amato.

"Lo sento un dovere, non un fato"
eccoli, i legami col tuo passato
sono caduti sul nostro presente,
come frana in mezzo alla gente.

"Posso sentire il dovere di fare"
in fondo cosa in più mi puoi dare
se rimane tutto un poco velato
amo te ma anche il mio passato.

Però, mi dici, solo per te fremo,
e questo ti deve tranquillizzare,
mentre invece, son qui che tremo
al pensiero di non poterti bastare.
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    Scritta da: Widmer Valbonesi

    Domenica solitaria

    Sono le nove e lei non chiama
    Dai, sotto non c'è nessuna trama,
    c'è il mare e lei sparsa di sale
    non devi sempre pensare male.

    Essere da solo e sentirsi stanco
    È come avere un diario bianco
    Vuol dire che vivi la tua vita
    Senza alcun impronta definita.

    Ma essere solo a volte è bene
    Non devi dividere le tue pene
    Puoi risentire i tuoi tormenti
    Ami, pesi e misuri i sentimenti.

    Uffa, già le dieci, lei non chiama
    Cominci a pensare che non ti ama
    Domani, vedrai si vorrà scusare
    Che non si è mai potuta liberare.

    Tu, torni da questa mattinata
    sembri un frullato di giornata
    lei non ha cercato l'occasione
    per dirti un ciao, che delusione.

    Sono le sedici sei sugli spilli
    Telefono perché tu non squilli?
    Mi accontentavo di un saluto
    Ormai è chiaro non hai voluto.

    Adesso, me ne torno indietro
    Ma guardo ancora verso il vetro
    Devo ficcarmelo bene in testa
    Solo e deluso ad ogni festa.
    Prendo il telefono, la chiamo
    Solo uno squillo da richiamo
    mi risponde "sono in spiaggia"
    non ha capito la mia angoscia.

    Essere da solo e sentirsi stanco
    Essere come quel diario bianco
    Oggi non scriverò nessuna nota
    Anche questa pagina resterà vuota

    Essere da solo e sentirsi stanco
    Essere come quel diario bianco
    È buio, la domenica è passata
    Accidenti, che c... di giornata.
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      Scritta da: Widmer Valbonesi

      Caro amore; cara amica

      Tu scruti gli occhi miei, un po' perplessi
      E forse, cerchi lì, in quei riflessi
      Il lampo di quel solido prestigio,
      e invece, vedi solo un velo grigio.

      Ma, come puoi pensare, amica mia,
      di ritrovarci, quella solita allegria,
      se appena, giri l'angolo della via
      io, sento tanta triste nostalgia?

      Quando tu, mi confidi le tue pene
      Non posso certo io, stare bene,
      perché non vuoi capire amore mio
      che se soffri tu, poi soffro anch'io?

      Quando confessavo te, come amico,
      Adesso posso confidarlo, te lo dico,
      per tanto tempo, con indifferenza,
      ho mascherato la mia sofferenza.

      A volte mi raccontavi con furore
      Che lui non capiva il tuo amore
      Io l'amico, rispondevo con rispetto
      Ma col cuore gonfio dentro al petto.

      Se ti sfioravo il viso con un dito
      A te sembrava il buffetto di un amico
      per me quel contatto era calore
      da trasferire dritto dentro al cuore.

      Forse fu proprio quello che alla fine
      Fece rompere ogni argine e confine
      Bastò capire come fosse un gioco
      Amico, diventò amore, a poco a poco.

      Ma come puoi pensare, cara amica
      Ma come puoi supporre, caro amore
      O avere qualche dubbio od il timore
      Che io, voglia spegnere quel calore.

      Quando l'amico, diventò l'amore,
      e legame forte di testa e di cuore,
      ho abbandonato ogni convenzione,
      prevalgono in me, i sensi e la passione.

      Ma se io ti percepisco, non pimpante,
      anzi, ti intravedo un poco titubante,
      vuoi proprio allora che io te lo dica,
      tornano i ricordi, tu, come mia amica.

      Di quei tuoi dubbi, io nutro il terrore,
      son quelli che distruggono il mio umore,
      son quelli che distraggono il tuo cuore,
      per questo sono perplesso, caro amore.

      Ma come puoi pensare, amica mia
      Che la notte io, ti senta solo mia
      divisi e lontani, per molte ore,
      anche se ti penso sempre, caro amore?

      Tu, mi rispondi fidati, o gioia mia,
      non struggerti, che sono solo tua,
      per questo amore giovane, ma antico,
      devo sentirti mio amore e mio amico.

      Ma certo che mi fido, amore mio
      Non posso fare altro vivaddio,
      sul filo del rasoio, tengo il mio cuore,
      ma mi sento il tuo amico e il tuo amore.
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        Scritta da: Widmer Valbonesi

        Il paragone

        Io non ho mai avuto dubbi su di te
        Sapevo di non reggere il paragone
        Con lui che era il tuo vero amore.
        Io non ho mai avuto dubbi su di me
        Ti ho amata fin dal primo sguardo
        Lo sento quando tu non ci sei...
        E poi... quando tu sei qui,
        sei come una scossa per la mente,
        sei come la linfa per la pianta,
        sei come il sangue nelle vene
        ... che scorre nelle pareti del mio cuore.
        Io non ho mai avuto dubbi su di noi
        Sapevo che anche tu mi avresti amato
        Dovevo solo esserti vicino
        e farti sentire la mia presenza...
        in un confronto... che non finisce mai.
        Dovrei dirti oggi facciamo questo,
        domani, poi, faremo quello
        e dopodomani ancora di più.
        Io ho avuto solo un dubbio su di te,
        io non ho mai capito
        se il tuo far progetti fosse vitalità,
        se nel confronto tu cercavi il meglio di me
        o se fosse un paragone...
        per dimenticare colui che non c'è!
        Oggi io ho un dubbio su di noi,
        il rispetto d'accordo, e l'affetto certo però,
        in questo dimmi... l'amore dove sta?
        Forse a te basta così, a me invece no... mah! forse
        diventerò il paragone col prossimo che verrà
        tu invece non sarai il mio, anche se sei unica per me.
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          Scritta da: Widmer Valbonesi

          Giorni speciali

          Ho finito i miei giorni un po' speciali
          Quelli in cui, con poco, ti senti grande
          Forse, anche un po' troppo importante.
          Li ho finiti l'altro giorno col mio amore.
          L'avevo messa al centro del mio cuore
          E adesso... non mi è... rimasto niente.
          Quei giorni incui con un dito tocchi il mondo
          in cui il tuo pensiero è molto più profondo
          e nulla ti sembra sia impossibile
          oggi, invece, mi sembra tutto più difficile.
          Se mi protendo, io non trovo il mondo
          Se alzo un dito, sento il vuoto e tocco il fondo.

          Se fossi un Dio, di quelli immortali
          Quelli per cui pregano, e fanno tante guerre
          Farei una cosa sola, aprirei un ipermercato
          E regalerei a tutti... giorni speciali.
          Li regalerei a lei, a me, a tutti quanti
          Che bello un mondo d'amore che va avanti
          Se il paradiso esiste non va solo sognato
          Ma merita... di essere... vissuto.
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