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Scritta da: Widmer Valbonesi

Il vento

Un vento improvviso si è alzato,
a spazzare la valle, la piana, le strade
si infila nel corpo degli alberi
e li scuote con forza, a ripulire le chiome
e poi solleva le foglie e le porta lontano.
È quasi un balletto, vederle rotolare,
salire gioiose, scappare, andare
a cercare altre foglie con cui volare...
e uscire da sotto la pianta imponente
che, prima le ha generate, cresciute,
amate e poi appassite ed infine,
buttate come tossine inutili ed accartocciate.
Invece, vederle volare
come farfalle in cerca del fiore,
affidarsi alla spinta del vento
per continuare a ballare
un minuetto che le porterà,
dove non si sa, e poi, a morire
e concimare, per poi rivivere
ed essere giovani gemme, e poi,
verdi e poi di nuovo le preferite...
Vederle così, che si lasciano andare,
ti porta a rimettere insieme
i brandelli del tuo cuore e provare
di lasciarli cablare e vagare,
per capire se ritrovare la voglia
di fare, di amare, dipende da te,
dal tuo esser disposto a provare
forme nuove di vita ed uscire
da quell'ombrello di noia
e di oppressione che è il quotidiano,
oppure se, riuscendo col vento
a decollare, non sia proprio
quella naturale, la "vera vita"
da coltivare, concimare e rigenerare.
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    Scritta da: Widmer Valbonesi

    Ricordi

    Non mettermi fra le cose
    Che durano un istante
    E in un attimo si dissolvono.
    Non mi abbisognano
    Apparenze dettate da rispetto
    O donate con affetto
    Ma levigate come pietre
    Su cui l'acqua scivola
    E lascia tracce piatte.
    Non scrivere il mio nome
    Su una foglia che un tornado
    Porti lontano dai tuoi pensieri.
    Ma scrivilo in un angolo del cuore
    Affinché la tua mente
    Solcando quei sentieri
    Ritrovi le orme del mio amore.
    E allora, anche se diverrò un granello
    Di sabbia nel deserto
    Uguale a tutti gli altri
    O sarò un anfratto di un ricordo
    Io respirerò nel tuo respiro
    E il mio orizzonte anche se triste
    Avrà sempre la dolcezza del tuo sguardo.
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      Scritta da: Widmer Valbonesi

      Solo nella folla

      Percorsi solitari in mezzo ai prati,
      il volteggio di una farfalla, i saltelli
      di un grillo, la carezza del vento
      scuote il canneto, lo sguardo vigile
      di un falco presidia la campagna.
      Sei solo ma senti che lì c'è la vita!

      Occhi fieri di patrioti, eroi delle
      nostre libertà ti fissano nelle lapidi
      di Pantheon vuoti, sei solo ma senti
      il peso dell'eredità di quel martirio
      e l'orgoglio che ti accompagna.

      L'anima di un pittore che rivive
      osservandone la tela, l'armonia entra
      nel cuore e ti libera la mente quando
      ascolti una musica divina. Tu sembri
      solo, ma sei in dolce compagnia.

      Percorsi affollati in mezzo a giovani
      alienati da decibel, pieni di lattine che
      fanno gli occhi spenti, apolidi dal
      nulla accomunati hanno in mente solo
      come tirare a campare.

      Menti spappolate dalla noia crescente,
      senso del dovere zero, milioni di persone
      che si perdono nei miti di veline, fiction
      e calciatori, storie piagnone, la cultura
      nazionalpopolare incessante sugli schermi.

      Porte e finestre al tramonto già sbarrate
      donne spaventate dal timore di scippi
      e di essere violentate. Branchi di codardi
      fanno il coro ai potenti sperando di potere
      raccattare qualche briciola di pane.

      Libertà di stampa chiesta per giornalisti
      non indipendenti, il sapere di intellettuali
      che non si libra ma è organico a una parte,
      prediche di preti interessati a circuir la fede,
      onirici sogni che inseguono miti di cartone.

      Menti inconsistenti, pennivendoli offrono
      pensieri giornalieri, schiavi dei diritti credono
      che tutto sia loro dovuto senza dover dare.
      È qui in questa folla di conformismo, oceano
      indifferente di opportunismo, che mi sento solo.
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        Scritta da: Widmer Valbonesi

        Chissà

        Chissà se incontrerò
        Ancora quegli occhi
        pieni di desideri volare
        come rondini libere
        e scorrazzare intriganti
        nel cielo del mio amore.
        Chissà se ancora rivedrò
        il tuo viso contrarsi
        nel crescere dei piaceri
        note di un pentagramma
        che lente si compongono
        in musica divina.
        Chissà se sentirò ancora
        le tue grida liberatrici
        esplodere nella stanza
        e le tue mani sul mio corpo
        coccole che rigenerano dolori
        e pelli che si fondono di odori.
        Già... chissà!
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          Scritta da: Widmer Valbonesi

          Libero

          Venerdì 1 marzo: w la libertà.
          Finalmente libero! Libero di non pensarti,
          libero di non desiderarti,
          libero di non essere geloso,
          libero di non soffocarti,
          libero di non aspettare un tuo squillo,
          libero di spaziare, libero di non soffocare,
          libero di non sopportare quei vuoti fine settimana,
          libero di non essere un tuo ritaglio,
          libero di non sentirmi burattino
          o burattinaio di una commedia
          già scritta nei reciproci egoismi,
          insomma sono libero, libero, libero.
          Lunedì 4 marzo: sono già schiavo della libertà.
          Ma che libertà è mai questa?
          Com'è brutta l'illusione della libertà,
          la libertà di stare da soli,
          a confrontarsi con il vuoto,
          la libertà di temere le passioni,
          la libertà di vivere l'effimero,
          la libertà di esaurirsi in una voglia di libertà,
          ...e poi, la libertà del rimpianto di cose perdute
          per il desiderio di libertà.
          La libertà di fare le piccole cose,
          quelle che ci piacciono tanto,
          quando viviamo un rapporto che sembra soffocarci,
          possono queste, poi, riempire
          il vuoto delle grandi emozioni,
          che può dare solo un vero amore ?
          La schiavitù dell'amore è la vera libertà!
          La schiavitù dei sentimenti è la vera libertà !
          La schiavitù di amarti è la vera libertà !
          La schiavitù di gioire per te è la vera libertà!
          La schiavitù di soffrire per te è la vera libertà!
          L'amore della libertà che ci riempie la testa,
          non sempre è migliore della schiavitù dell'amore,
          quella che ci riempie il cuore.
          Chi si illude, che l'amore della libertà
          produca la libertà dell'amore
          è schiavo dell'utopia della libertà,
          e... si ritroverà solo, incapace di amare,
          e... di essere amato.
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