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Scritta da: Oliviero Amandola

È la sera la più dolce esca d'amore

Basterebbe un tuo bacio per rendere
immortale la notte e levigar sul mio viso
quel malessere che il sorriso solo,
a quest'ora, governa la voce ed il corpo consola.

Fresco e crudele, come il vino dolce
che rende casto il peccato nelle parole,
è la sera un'esca di maliziose speranze,
dove potersi consegnare all'amore come fanciulli.

Ma basterebbero i tuoi occhi, talvolta,
per intimare ad ogni lacrima versata
la veglia; tu, corsiera maturata di grazie,
che vai cercando fiera l'ombra di luna,

sopra la quale adagiar le tue pose,
scintille costellate dai raggi sapienti,
quando l'uno nell'altra, chiusi gli occhi,
scavalcheremo la notte fino all'ultima stella.
Composta martedì 19 maggio 2015
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    Scritta da: Oliviero Amandola

    Le lodi di Marzo

    Danzano i fiori,
    a uno o due passi da noi,
    si cercano nell'aria che passa,
    nel tempo, nelle ore,
    dove polveri mature,
    nelle lodi di marzo,
    consumano i passi,
    e le labbra agli amanti.

    Si avvicinano, e si allontanano,
    liberi dalla forza che hanno dentro:
    Si vede che in essi c'è vita,
    perché per qualche ragione,
    portano al giorno
    Il loro contributo d'amore,
    che si fa trasparente, e forse, alla sera,
    ti addormenti con loro nel cuore.

    Vedi amore, cantano i fiori,
    a due o tre passi da noi,
    anche oggi in segreto,
    il nostro semplice amore.
    Composta nel marzo 2014
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      Scritta da: Oliviero Amandola

      Torino dalla finestra

      Torino dalla finestra,
      è una donna sola,
      che passeggia con in mano
      un ventaglio di fiori;

      Torino dalla finestra
      è un mosaico di strade,
      nascosto negli occhi
      di mille persone;

      Torino dalla finestra,
      ogni mattina, si ricuce
      le ferite da sola dentro la tela
      di un'artista di strada;

      Torino dalla finestra,
      ti ruba i pensieri
      entrando nel cuore
      con il primo raggio di sole;

      Torino dalla finestra,
      è una lettera antica
      adagiata sul davanzale del mondo,
      che vuol essere amata,
      non solo studiata.

      Torino dalla finestra,
      è la sveglia notturna
      che ti priva del sonno,
      per farti ad occhi aperti sognare;

      Torino dalla finestra,
      è un dipinto di stelle
      avvolto nelle lenzuola
      di un cielo d'inchiostro...

      ... è quel gatto randagio,
      che dal cornicione,
      guarda la luna sopra la mole:
      Quando ti fissa negli occhi, talvolta,
      ti lascia senza parole.

      Torino dalla finestra,
      ha il corpo seducente
      di una donna misteriosa che passa...
      Cambiando orbita, resta,
      dal cielo di Superga nascosta.

      ... Torino aperta la finestra,
      ha la dolcezza di una ragazza madre vestita di fiori,
      che ogni giorno, lietamente,
      accompagna i propri figli a scuola.
      Composta nel maggio 1996
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