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Scritta da: Oliviero Amandola

Io e lei, dei nostri giorni, saremmo l'essenza di un bacio

Io e lei, saremmo felici
anche solo avendo un panino
da dividere in due;

coricati a guardar la rugiada posarsi alla terra,
delicatamente, come fosse un bacio
che pian piano scivola nella gola e rinfresca la voce.

Io e lei, lasceremo scoperto nel giorno un solo vuoto,
quando due ombre ancora riempirebbero di suono
un ricordo d'amore lasciato sul letto;

saremmo la verità,
che unirebbe ogni nostro gesto nel giorno,
e le parole, che trasparenti,
passerebbero attraverso le labbra di notte:

Io e lei, saremmo il diritto che regala un dovere alla luna,
e saremmo per sempre il respiro, che unisce per l'eterno
uno sguardo di fiori, attraverso i mille pensieri,
che ogni innamorato, porta da sempre, in segreto nel cuore.
Composta giovedì 18 settembre 2014
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    Scritta da: Oliviero Amandola

    Resistere per rimanere

    Resistere per rimanere.
    Ma perché mai, se poi restare vuol dire fuggire,
    sentirsi appesi come dentro una rete,
    confessandoci un incontro,
    per esser quanto più vicini alla meta;
    vana verità che si adagia alla mente
    per la troppa voglia di sognare una gioia
    che ci possa dividere da una bugia che morde,
    e non si arrende nel cuore.
    Per poi capire, che la grammatica di ogni pensiero,
    - se mai esiste -
    è un 'illusione che si rappresenta nel giorno,
    dopo un lungo dormire,
    confondendo ogni spazio,
    dentro una visione di noi, non ancora vissuta.
    Composta domenica 24 agosto 2014
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      Scritta da: Oliviero Amandola

      Stringimi, stammi vicino, e amami

      Amami,
      stammi vicino
      e credimi.

      Amami,
      come si ama il fiore più fragile,
      amami e proteggi il mio cuore,
      tu,
      che sei il mio sole,
      la mia luce, il mio primo raggio d'aurora,
      la voce che mi sveglia,
      la voce che mi accompagna nel giorno,
      che mi culla la sera,
      la voce timida che non chiede nulla,
      e con dolcezza di suono,
      mi dà la buona notte più dolce,
      tu,
      che che sottovoce canti il cantico eterno d'un amore prezioso,
      tu,
      tu che sei della mia vita, il respiro più dolce,
      Oh amore mio, anima mia,
      stella...
      amami,
      con la bontà che ho sempre solo sognato,
      e abbi sempre cura del tuo amore,
      del tuo cuore,
      perché il mio è nel tuo,
      come fossero inseparabili gocce di sangue e sale,
      dove il tuo stesso respiro e il mio,
      che nella vita segna incessantemente i nostro tempo
      in un battito eterno di cuore.

      E se potrai,
      amami,,
      stammi vicino,
      e stringimi.

      Fosse anche dentro un solo pensiero,
      fosse anche solo per un sogno ad occhi aperti sognato,
      stretta gioia a labbra serrate,
      dolore di pugni chiusi e di mani sudate,
      di occhi lacrimanti alle stelle,
      e pianti di gioia mischiati ad un ritorno d'incanto del tempo.
      fosse anche solo questo,
      non importa al mio cuore amore mio,
      se poi sei tu ad abitare in uno sguardo pensoso il mio cuore
      e negli occhi tuoi di me stringi,
      il ricordo doloroso più forte,
      e per sempre ti curi,
      come io di te,
      di ogni nostro lamento d'amore,
      come fosse un fiore di vetro e corallo,
      che nel domani, ai nostri occhi,
      porterà la lucentezza per un nuovo motivo
      per poterci di nuovo amare e baciarci,
      e poter stare vicino,
      anche quando saremmo lontani:

      E se potrai amarmi,
      stammi vicino
      e credimi,
      cosicché
      restandomi accanto,
      tu possa stringere sulle labbra,
      un mio bacio nel vento.
      Composta venerdì 5 settembre 2014
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        Scritta da: Oliviero Amandola

        Accordi

        Solo il mio respiro ed il bisbiglio delle foglie raccolte
        a mucchietti dal vento;
        a quest'ora, in questo luogo, assente è ogni rumore,
        e libero ogni ricordo nelle radici profonde si lega e si accorda.

        Nel loro misterioso silenzio si schiudono i fiori,
        come baci e carezze che si lasciano cullare
        da questa quiete, dove l'allegrezza, e di questo silenzio,
        la sua più incommensurabile eterna dolcezza.

        Lievi e leggeri sono anche stamani i pensieri,
        quasi nascosti, sembrano legarsi ai profumi, e ciò
        che di loro, accompagna attraveso sentieri nascosti nel tempo,
        ogni significato più intimo al cuore,

        E come una stanza aperta ad ogni passaggio,
        ecco questo paesaggio, così mesto e tranquillo,
        sembra raccogliere in un istante tutto il suo intero negli occhi,

        in questa valle che rivestita a tratti da aperta campagna,
        dove pendii, vertici e piccoli e, poco più grandi sentieri,
        riscaldano ai primi raggi la terra, ed ogni amarezza dall'anima portano via,

        Come se ogni pensiero ed ogni suo possesso,
        fossero sospesi su un balcone infinito del mondo,
        attendendo silenziosi il seme per il loro futuro raccolto.

        E pari a questa terra, anche te, nel mio cuore,
        di dolcezze ti nutri e ti schiudi illuminando
        negli occhi miei delicate e timide promesse,

        e son baci di petali nuovi, e gocce di fresca rugiada,
        quello di cui nel primo mattino, non trovando parola,
        si ricerca inseguendo ciò che nell'anima di nascosto, s'imbriglia

        e tra il profumo della resina e di fiori,
        (come il torrente, che sembra difendere questo quadretto di mondo )
        respiro perdendomi in questo paesaggio,

        dove della vita l'essenza, è l'amore stesso, che eterno e vero,
        colma di grazie e profumi, ogni musica e poesia,
        e l'anima bagna, portando via dal mio cuore, ogni tristezza ed ogni rancore.
        Composta martedì 12 agosto 2014
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          Scritta da: Oliviero Amandola

          Verso la sera

          E tu,
          non parlavi mai delle tue stagioni
          o del tuo sonnambulo risveglio,
          volevi solo spiegarmi attraverso uno sguardo
          il tempo che getta le ombre nel grigiore
          e il fetore di tutte le strade,
          e le galere, ricordo, ci attendevano al porto
          per salpare mari senza limiti imposti da spiagge.

          Tu,
          vivevi il tuo tempo spiegando le vele
          e ad ogni inganno cambiavi la rotta,
          eppure una volta cadesti dentro la voce
          che ti stava cantando un sonetto;

          nei tuoi occhi, ricordo,

          c'era ancora un sogno di aquilone,

          ti mancava un respiro,

          e cresceva il fuoco vicino ai forconi.
          Composta mercoledì 14 maggio 2014
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