Le migliori poesie di Oliviero Amandola

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Scritta da: Oliviero Amandola
Prendimi, ed esprimi
ciò che sulle tue labbra
con un bacio una piaga diviene;

Amami, come la luce al mattino,
cede e si piega leggera sull'erba,
e lacrima silenziosa un pianto di sole;

Vivimi, e abita il mio cuore,
perché senza questa piena di te,
cammina scalzo e vacilla
nel fragile frastuono il mio passo,
come l'erba nell'ombra,
che si abbandona aprendosi al giorno
soffrendo silenziosa,
in una curva minore.
Oliviero Amandola
Composta mercoledì 9 aprile 2014
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    Scritta da: Oliviero Amandola

    È la sera la più dolce esca d'amore

    Basterebbe un tuo bacio per rendere
    immortale la notte e levigar sul mio viso
    quel malessere che il sorriso solo,
    a quest'ora, governa la voce ed il corpo consola.

    Fresco e crudele, come il vino dolce
    che rende casto il peccato nelle parole,
    è la sera un'esca di maliziose speranze,
    dove potersi consegnare all'amore come fanciulli.

    Ma basterebbero i tuoi occhi, talvolta,
    per intimare ad ogni lacrima versata
    la veglia; tu, corsiera maturata di grazie,
    che vai cercando fiera l'ombra di luna,

    sopra la quale adagiar le tue pose,
    scintille costellate dai raggi sapienti,
    quando l'uno nell'altra, chiusi gli occhi,
    scavalcheremo la notte fino all'ultima stella.
    Oliviero Amandola
    Composta martedì 19 maggio 2015
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      Scritta da: Oliviero Amandola

      Notturno

      Notturno,
      tutto tace,
      tutto profuma di te.

      Ti vedo li,
      seduta sul dondolo che dormi,
      tutto si è fermato per farti sognare tranquilla.

      Notturno,
      che di stelle la sera colora,
      due anime avvolte all'unisono, nel tempo in cui siamo,

      tutto è silenzio,
      nulla si muove,
      solo leggeri sguardi volano nel vento.

      Siamo aria nascosta tra le labbra,
      baci strisciati tra i sentieri del cuore,
      labirinti di riflessi tra i passi di due maschere,

      corpi che si raccontano tra il sapore della pelle,
      fiori nascosti,
      tra il buio e gli stormi.

      Siamo soli,
      sottomessi in un gioco di silenzi,
      ci allontaniamo, nell 'attesa che trasudi sulla nostra pelle
      un fresco sapore di pioggia,

      bevendo la stessa luce che flebile scende dalla luna
      accennato chiarore
      mentre tacciono gli sguardi.

      Notturno in mezzo a noi,
      sottovoce crolla la notte,
      tutto è silenzio,
      e tutto tace.
      Oliviero Amandola
      Composta mercoledì 6 novembre 2013
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