Poesie di Nicolò Cavasin
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Venere amoris
Ne vorrei dieci, cento, mille!
non ne vorrei poche, le vorrei tutte o nessuna.
Ognuna con i suoi difetti, un po' Ponzia o
un po' Clodia; ma nessuna Penelope
piuttosto una Sempronia che cova odio
nel mio letto.
Povero Eufileto ora mai sazio di vendetta...
ma non temere la ferita sarà richiusa da un altro amore
più giovane e più bello.
Così la Venere amoris strazia i cuori
di noi uomini felici.
Amore doloroso
E vien il dolce uccellino a portar gioia al suo cuore;
lei se ne sta seduta sul balcone guardando passar le ore;
lo accarezza, lo tien sul dito, oh fortunato uccellino!
spero e prego che il mio cuore possa esserle più vicino.
Ma ad un tratto tutto s'arruffa e vola via lasciandola da sola,
aspetta non andare! ma quello ormai vola, lasciandola da sola,
io m'affretto, sto per alzarmi, ma subito essa se ne riparte,
io mi risiedo ormai caduto e sconfitto in ogni mia parte.
La mia bella cerca l'uccellino; lui ormai è volato
il suo cuore via si è portato, senza curarsi del mio non più al riparo
dai velenosi dardi d'amore che mi tocca soffrire a causa sua... perché l'amo!
E non mi resta altro che sospirare, e con la corda in mano, ahimè, appendermi ad un ramo!
Falce
Oh falce di luna calante,
sola e in silenzio solchi le nuvole;
Un nero mantello copre i tuoi
artigli, la leggera spuma delle
onde accarezza l tua ambra;
Mostri le zanne e di fiamma
hai gli occhi;
Diletta Luna, oh loquace Luna
godi finché ti è lecito un
altro tiranno ti segue e così
il trono di giorno in giorno scaccia
il vecchio padrone.
30 gennaio
Non mi era stato detto che avrebbe nevicato,
che il suolo con la neve si sarebbe inzozzato,
non avevo capito che il treno era per noi e
che non sarebbe più ritornato.
Il freddo tra le assi affilato mi accarezzava i fianchi,
ingenuo pensando che saremo stati franchi.
Lì il buio era l'unica nostra consolazione perché ormai
era impossibile scappare da quella prigione;
i giorni non si contavano perché quando il sole non sorge non puoi dire se sia giorno o notte;
soffocati dalla cenere, straziati dalla fatiche, dalla fame alzavamo il capo al cielo...
Smack
Smack ed è tutto finito
smack ed è buio
smack nel cuore si apre un respiro
tenue ti squarcia il ventre
smack e l'gonia ricomincia
smack tutto freme e le interiora s'aggrovigliano
smack e non riesco più a scrivere parole
s'ammassano e non vedo più nulla
smack mi risveglio tutto trema anzi no
io tremo; smack mi sento un altro
smack nuova forza mi anima e alzandomi
vado a baciare il mondo.