Poesie di Nicola Antonicelli

Formaggiaio, nato sabato 10 ottobre 1959 a San Donato di Lecce (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Diario.

Scritta da: Nicola Antonicelli

Poesia di Pasqua

Pasqua è passaggio
passa il tempo, passa il fatto, passa il saggio.
E la memoria passa alla storia.
Storia di chi? Canto d'uccello passa e vola, non resta quello.
E lento arriva il dolore al braccio, da vispo infante o usurato vecchio.
Per chi lo usa al solo abbraccio.
Lento viene il sorriso aperto, dall'ottuso gelo al fior scoperto.
A Pasqua passa, breve la goccia,
a valle, a monte, poi viene sole. Tra mare e roccia.
Si stabilisce felice patto, rinnova il gioco indefinito.
Le diamo un nome, un canto, un verso
e di tutto questo resta una storia.
Al tempo addietro, senza umano, né memoria,
velava il vento, cresceva l'erba, d'un sol soffio spiccava il volo.
E passo il tempo venne l'umano, e invento la poesia pasquale
passa il tempo, passa il fatto, taccio e canto.

La voglia che ti sale, la mattina, alla nascita del raggio di sole.
Esplode piena nell'aria serena il profuma dell'erba prima
leggero fruscia le foglie il vento, dipinge rosa, bianco color pastello.
Trema il laghetto, si specchia il larice, vestito a bosco, spicca il volo.
Nicola Antonicelli
Composta venerdì 25 marzo 2016
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    Scritta da: Nicola Antonicelli

    Oh goccia di cielo

    Oh goccia di cielo. Segni il mio volto.
    Oh nuda terra. Accarezzi i miei piedi.
    Oh aria. Respiro, e la vita sento.
    Amore, amare e sol amore.

    Amore e sensi, tempeste di fuoco
    lande di ghiaccio. Abissi profondi.
    Oh, urla e gesti, istinti repressi.
    Amore, amore e poi ancora amore.

    Solo mi veste, la pioggia e il tempo, disperato cerco, tra luce e buio.
    Danza selvaggia, astro errante, oggetto strano in movimento.
    Poi una carezza, segreti svelati, infiamma il fuoco, sconvolge il senso.
    Amore abbracciami, quanto ti amo. Portami lontano.

    Non ti conosco, non vedo il volto, turba l'anima, quiete e tormento.
    In ogni istante, scopro e sotterro, un io incosciente, un nuovo mondo.
    Tu sei la vita. Tu sei la morte. Tu sei il centro.
    Amore abbracciami. Fammi volare. Senza un perché, ti sento dentro.

    Oh nuda terra. Accetto la sfida.
    Oh goccia di cielo. Baciami ancora.
    Nato per insistere, verso per amore.
    In qualche galassia, su qualche pianeta, grido indecifrato, in movimento.
    Nicola Antonicelli
    Composta martedì 10 novembre 2015
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      Scritta da: Nicola Antonicelli

      E, Saigon ride

      Si smarrisce il tempo, il cielo infinito, turbolento
      Il filo, il filo che lega foglie e sentimento.

      Saigon è musica, nulla tace il silenzio
      S'ode nell'aria, pacifici imbrogli.
      Tra due ruote, tre ruote, quattro ruote e tanti piedi,
      scalzi piedi, mani nude, paglie e palme, freschi frutti.
      Saigon mare, Saigon amore, Saigon terra.
      S'eleva tra vetro e cemento, tra verde e sgomento.
      Questa gente ama i colori,
      questa gente prega in silenzio,
      la loro voce è un canto.
      Il filo lega foglie e vento.
      L'odio muore,
      Saigon sorride.
      Nicola Antonicelli
      Composta martedì 13 ottobre 2015
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        Scritta da: Nicola Antonicelli

        Al mio amico Giò

        Mani in tasca, sigaretta in bocca,
        capello sciolto, barba incolta,
        sguardo truce, voce di marmo,
        spacca la strada, gesto tiranno.
        Passa Giò, l'americano

        Chi c è sotto la corteccia d'un ceffo da galera?
        Sguaina una fiamma, ch'è può esser gemma.
        Cartaccia e collant della sua bella.
        Risa di melagrana, urlo di falco,
        Giò l'americano. Saette e lampo.

        Strada di luna, pescatore dei ghiacci, nascondi e scappi, non lasci una traccia.
        Hai volato pe mondi, la tua valigia è dura.
        Giò lascia il segno, amiconemico
        senza remore senza inganni.
        Nicola Antonicelli
        Composta martedì 13 ottobre 2015
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          Scritta da: Nicola Antonicelli

          Intrecciatore di lune

          Conosco un tipo, che intreccia lune,
          che va di notte, seguendo stelle.
          Sul ponte all'aurora d'oggi chiese un dono:

          "Regalatemi parole.
          Vezzose, acute, scintillanti o rugose. Siano esse marce, già
          usate o nuove, fiordalisi o spade, pulite, coincise o inestricabili grovigli.
          Parole: scialbe o piccanti, nane o giganti, muti sussurri o urlate in coro.
          Regalatemi parole.
          Siano esse slegate, folli, senza senso, né morale, né decoro.
          Sortite dall'anima, d'un sol respiro
          come squilla la vita al primo vagito."

          Il tipo, caglia, tra sassi, sale, sabbia e sole.
          Ha mani dure, sottil maniere, odia il rumore
          passeggia, a piedi scalzi, anche se il cuore duole.

          "Al bordo del lago, spezzo rametti.
          Le cime orlate di mutanti nubi.
          Foglie tremanti al vento d'ottobre.
          Il pensiero, viene. S'appoggia, regna, sovrasta. Sconquassa.
          Il guizzo d'un pesce, gracchia un corvo, abbaglia d'oro l'ultimo sole.

          Il pensiero passa. Al bordo del lago spezzo rametti."

          L'aurora è andata anche quest'oggi.
          Resterà il dono.
          Che siano esse, parole
          lago, cime, sole o pioggia e un bel tramonto.
          Il tipo va, seguendo stelle.
          Nicola Antonicelli
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