Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Andrea De Candia
La linea distorta del dolore
che ritenta la geometria del cosmo
divinamente accesa
e sempre ti insegue sulla traccia di luce
e poi si oscura in questa epilettica
ansia di giungere alla fine.
E qui tra le quattro mura nulla
se non la mano pittrice del tempo
embrione di eternità
sul capo la luce primigenia
e il cuore, fuggiasco incatenato
che balza dalla sua vocazione:
essere una ferita.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Andrea De Candia
    Ma sotto il fogliame
    di un assoluto isolamento
    che muore solo per se stesso
    dove si spegne ogni sguardo estraneo
    rifiutando ogni incontro
    anche d'amore
    tu
    che scruti nell'ignoto con i quattro volti del vento
    sei re sui campi dell'intangibile
    univoco come la dentatura dei morti
    che ha resistito al disfacimento
    e serviva solo a masticare
    nel suo regno

    – tramontato.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Andrea De Candia
      Siedi alla finestra
      e nevica -
      i tuoi capelli sono bianchi
      e le tue mani -
      ma nei due specchi
      del tuo viso bianco
      si è conservata l'estate:
      terra, per i prati sollevati all'invisibile
      fonte, per i pavidi cerbiatti verso notte -

      Ma gemendo cado nel tuo bianco
      nella tua neve -
      da cui lieve la vita s'allontana
      come dopo una preghiera detta fino in fondo -

      Oh, addormentarsi nella tua neve
      con tutto il dolore nell'alito ardente del mondo.

      Mentre le dolci linee del tuo capo
      già sprofondano nella notte del mare
      verso un'altra nascita.
      Vota la poesia: Commenta