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Scritta da: Nello Maruca

XC

Se di Machiavelli e Tasso hai tanto
Detto scarsa mi pare la descrizione
Dell'Ariosto, gradirei più spiegazione
Perché, pur'egli, di grand'uomo ha vanto.

Nella foga del dire, poi, di cotanto
Senno m'è svanita dissertazione
Ma ora ne fo ampia ricostruzione
Pure declamando d'Orlando qualche Canto.

Fu capitano della rocca di Canossa
E s'innamora d'Alessandra Benucci
Già sposa del mercante Tito Strozzi;

Diviene poco dopo sposo d'essa.
Di Satire due dirette ai Malaguzzi,
nell'altre di curie dice fatti e pasticci.
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    Scritta da: Nello Maruca

    LXXXIX

    L'ansia è una iattura tante volte
    Strana che l'umanità tutta pervade
    E inesorabilmente sull'essere ricade
    Dando all'esistenza perverse svolte.

    Come dal ciel le nubi il vento ha sciolte
    Così l'ansia dal cuore ai piedi cade
    E l'animo qual miracolo l'evade
    E mente repentemente idee ha colte.

    Indi, lo giovane serioso e mesto
    Ove ha segato introduce innesto
    E dice di Tasso, Machiavelli e Ariosto.

    Del cinquecento, dei Grandi, linee traccia
    Spingendosi più avanti del richiesto
    E di disquisizione impronta lascia.
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      Scritta da: Nello Maruca

      LXXXVIII

      Non ti crucciare senz'alcun motivo
      E i pensieri cattivi scaccia da mente
      Ch'essi sono tignola invadente
      ad attristo di qualsivoglia viso vivo.
      Ogni casato possiede un distintivo
      Il nostro, nel mezzo, evidenzia niente
      E ancora peggio lo vedi, specialmente
      Se lacrima lo cuore ed è emotivo.

      Immane è la nostra disgrazia
      Ma è pur vero che nella sfortuna
      Dio ci ha omaggiato pure qualche grazia.

      Dalla vita prendiamo quel ch'è meglio,
      scacciamo le miserie una a una
      e teniamo lo spirito alto e sveglio.
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        Scritta da: Nello Maruca

        LXXXVII

        Avendo sciorinato esperta dottrina
        Pago e lesto s'accinge a rincasare
        Che di buona nuova vuole spalmare
        Colei ch'arrabatta tra campo e cucina:

        Per tranquillità vuol dir come cammina
        E non cantare di se e se vantare
        E manco per pettegolezzo raccontare
        Ma solo serenare di casa sua regina.

        Sicura, figlio, del tuo buono andare,
        forte serpeggiami un presentimento
        che dire vorrei ma non so spiegare.

        È come se in fondo a dritta via
        Calasse un improvviso oscuramento
        E ti smarrissi nell'oscura via.
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          Scritta da: Nello Maruca

          LXXXVI

          Cinque interruzioni furon mirate
          Quasi a ingarbugliare la matassa,
          ma dolcier'esperto rammenta glassa
          pur se mille di torte ha impasticciate.

          Così le sospensioni indirizzate,
          A modo e arte, restare repressa
          Lingua e turbar del cranio la massa
          Non han le braci spento m'attizzate.

          La continuazione è lì ripresa
          Trovando il professore sbalordito
          Di cotanta dottrina sì tant'appresa.

          La bronzeo viluppia (1)all'andito appesa
          Avverte che lo tempo s'è partito,
          indi, l'attività verrà doman riaccesa.
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