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Scritta da: Nello Maruca

L'ultimo viaggio

Quand'io, alla soglia della quarantina,
lesto partisti, Padre, una mattina
per la lustra via, verso il Ciel turchino
perché ultimato avevi il tuo cammino.

Precoce il viaggio fu, senza ritorno
ed io d'allora mi riguardo intorno
nella vacua speme di vederti un giorno
seduto, nell'ampio e grigio soggiorno.

Ma non udranno più mie orecchie il suono
dei regali passi toccare il suolo
che non più in terra, ma pel Cielo sono
leggeri, al pari degl'uccelli volo.

Nell'alto Loco, tutto dorme e tace,
e solo è serenità, amore e pace.
Qui cattiveria è d'uccello rapace;
e mai la terra ha conosciuto pace.

Resta, perciò, o Pà, in Casa del Signore
donde lo puoi onorare a tutte l'ore.
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    Scritta da: Nello Maruca

    Il compleanno

    Questa sera un po' depresso
    Resto al bordo del mio letto,
    sono incerto sul da fare:
    Dormire o qualcosa ideare?
    Ora il pendolo s'è desto
    E rintocca mezzanotte.
    La mia sposa è già dormiente,
    io mi stendo lentamente.
    Poi mi alzo, pian pianino,
    per lasciar tranquillo il nido,
    al mio tavolo m'accosto
    e comincio con far lesto
    la stesura di quest'inno
    pel vegliardo novantenne.

    Zio Gustavo uomo retto
    Dal suo fare quasi perfetto
    Ha saputo col suo stile
    Superare il tempo ostile.
    Nel decorso di sua vita
    Ha sofferto e ha patito
    Ma ha saputo degnamente
    frenare cuore e mente.
    Tempo, oggi, dell'avvento
    Captato ha l'evento
    Radunando al suo cospetto
    Tutti quelli ch'à nel petto.

    E con stima e con amore
    Dal profondo d'ogni cuore
    Noi porgiamo l'augurio
    In questo giorno di tripudio.
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      Scritta da: Nello Maruca

      La preghiera

      A Te Beata Madre, a Te che Figlia
      e Madre nel contempo sei, a Te o Madre,
      a Te, stasera questa preghiera sia
      onde imminente al nostro Padre

      invii. Degno non sono d'invocarTi,
      o Madre, ma so che carca di carità
      Tu sei e anche se molto più amarti
      Ti dovrei sono certo che la mia viltà

      Sotto l'Azzurro Manto svanirà.
      Ecco, Madre Celeste, la preghiera mia:
      Quando al buon Dio la Morte piacerà
      donarmi non per uno ma per due sia

      Ch'io a ritroso la strada, certo, faria
      se la compagna non fosse su mia via.
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        Scritta da: Nello Maruca

        Il sogno di un sogno

        È una serata cupa, lampi e tuoni;
        due nipotini dormono buoni, buoni.
        Stanno vicino l'uno all'altro stretto
        in quello che lor chiamano grande letto.
        Accanto v'è la nonna, tutt'amore,
        che per lor prega Iddio, nostro Signore.

        Il vento ulula forte, un gran lamento,
        prendere sonno, quella notte, stento
        mentre il rumor dei tuoni di tanto in tanto
        riporta il pensier mio alla stanza accanto,
        a papà mio, a nonna Giovannina
        a mamma, a zia donna Esterina

        al papà di mia moglie, alla mammina,
        alle sorelle lontane e alla vicina.
        Tutti in rassegna passo i miei parenti,
        ne conto tanti, cinque volte venti;
        gli occhi sono stanchi, lacrimanti
        così mi fermo senza andar più avanti.

        Mi ritrovo, di botto, in un salone
        zeppo di sedie, tavoli e poltrone.
        Una ad una riempiono la stanza
        innumerevoli persone, in allegranza.
        Per prima accanto a me siede mia moglie,
        all'altro lato siedono due figlie

        seguono di mia moglie e me le casate
        e a lunghe sopracciglia due antenate.
        Entra, po, a passo lento e cadenzato
        L'Arciprete Battista accompagnato
        da Ciccio maresciallo assai compìto
        nonché il fratello Giuseppe, l' erudito.

        Con cinque germogli dal festante viso
        i miei figli maschi mi stanno a fronte,
        alla lor destra è giovane in sorriso
        e accosto di famiglia altro esponente.
        Sono i nipoti primi, alti e snelli
        c'hanno valor d' inestimabili gioielli,

        segue la femminuccia dai neri capelli,
        occhi castani, luminosi e belli.
        Nella festante, gioiosa ricorrenza
        allieta la serata la presenza
        la discendenza dei tanti parenti.
        con allargata ceppi, lì presenti.

        S'avvera  il desiderio di tant'anni
        vissuti in sofferenza e negl'affanni
        di vedere presenti tutti quanti
        a cerchio radunati, esilaranti.

        Finito il sonno s'azzera l'incanto
        E nello core rilacrima lo pianto.
        Giacché tutto vissuto ho nel sonno
        Che portato m'ha a far questo bel sogno.
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          Scritta da: Nello Maruca

          XCIII

          In aula sono stato sempre attento
          Chè seguire il relatore è orgoglio,
          Così all'altre dottrine ho dato il meglio
          E ogni spiegazione diventa evento.

          Se nel donare egli resta contento
          Chi acquisisce dev'essere sveglio
          Ch'egli potrebbe pure usare il taglio
          al dare a chi lo segue a stento.

          Dato quanto in mente ho fissato
          Sperando portare lustro* ai docenti
          E ripagare, così, il loro operato.

          Dell'illustrazione sono soddisfatti
          Per quanto materia e argomenti
          E quanto a conoscenza, stupefatti.
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