Scritta da: Nello Maruca

LXII

Così seguita a parlare lo zio Gianni
Con guardo in cielo fiso e mani tese,
La voce ferma, umile e cortese.
Dona o Dio, al nostr'amato Vanni

Nel prosieguo di studi e di suoi anni,
in quelle che saranno le sue imprese
il Tuo timore e il bene Tuo palese
e viva nel Tuo rispetto, tra gl'affanni.

Una mano tende al giovincello
Altra la dona alla nipote Tina:
Ciascuno nella vita ha il suo fardello.

La zia Sisina e io, figliolo bello
Vogliamo dare a voi, questa mattina
Dono da costruire un vostro ostello. *
Nello Maruca
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Nello Maruca

    LXI

    Ancora quattro mesi qui resteremo
    Quel di giugno, luglio, agosto, settembre
    Che tal altrove il clima non è salubre
    Fortun chanco darem l'aiuto che potremo.

    Noi due casa e verziere accudiremo
    Dimodoché vostre menti restan sgombre
    E non tormento abbiano di lor'ombre,
    paghi ancor noi per quanto faremo.

    Quant'all'impiego di maggior durezza
    Cercate tosto bifolchi esperti
    Che lo compenso loro è nostra cura.

    essi opranno tutto con destrezza
    Tutto cosa condurranno sicuri e certi
    E abbrivio terrà per certo la coltura.

    Voi non avete più che operare
    Ma sol'indirizzare e controllare.
    Nello Maruca
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Nello Maruca

      LX

      In specie a sera quando il quotidiano
      Mestiere è quieto, mentre lo frinire
      De l'infingarda cicala pena a morire
      Comodi, sul vellutato molle divano

      In dolce linguaggio di tono paesano
      Continua zia Sisina a disquisire
      Nei ricordi che vanno a svanire
      E in silenzio lacrima pian piano.

      A sera, quando il vento sibilava,
      ricordo il fiammeggiante focolare
      e babbo stanco, di freddo tremante,

      zuppo, avido al fuoco s'accostava
      mentre mamma con cuor d'amante
      lesta approntava il desinare.
      Nello Maruca
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Nello Maruca

        LIX

        Nel racconto dei due che presentano
        A noi d'altro mondo molto dissimile
        Da quotidianità ch'è inverosimile
        Alterne faccende che donne mordono

        Ci tuffiamo in geografia d'oltreoceano:
        D'Argentina federale accosta al Cile
        Di cui zio disserta con innato stile,
        dalle Ande e fino all'Altopiano

        di Punta Argentina e de la Pampa
        regno di greggi, agio di cerealicoli,
        di Terra, dice, del fuoco di Patagonia

        di Regione pari che non ravvisa rampa
        di colture ricca e immensi pascoli
        infra Fiumi c'accomuna Rio De La Plata.

        Disquisisce di Buenos Aires, di Rosario
        Dei grandi fiumi UruguaY e Paranà,
        di Rio de La Plata e l'Estuario,
        di Cordoba, Tucumin e Santa Fè.
        Nello Maruca
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Nello Maruca

          LVIII

          Ah! Quante volte ritornata in mente
          La stanza mia e di nonna, giovincelle,
          Quante rabbuffi per le marachelle
          Che, a turno, facevam continuamente.

          Ora ti ritrovo, mia stanza, finalmente
          E riascolto il garrire di rondinelle
          E rivedo beccare le gallinelle
          All'aprir la mano premurosamente.

          Tardi sono tornata e, or, son sola
          Che la compagna degl'ingenui giochi
          La Morte l'ha ghermita e in cielo vola.

          Se fosse qui, pur lei, con la sua mole,
          con l'intimità di cucina e fuochi
          a tutti prenderebbe per le gole.
          Nello Maruca
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di