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Scritta da: Nello Maruca

CLXV

La triste nuova ci trafigge i cuori
e traboccar fa l'alma di tormento
Che solo di Maria lo Santo Manto
Lenire pote barbarie e siffatti dolori.

Tua giovinezza tiene dentro e fuori
Il segn'eterno di vil avvenimento
Ch'uomini crudi, spogli in sentimento
Han messo in atto a mò di traditori.

Scrolla di dosso lo pesante cruccio
Chè sofferenza tanta n'hai passata
e libera lo cor da tanto peso.

Cristo, lo giusto, fu in Croce appeso
Da mano umana di sangue assetata
mentre nientar potea movendo braccio.
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    Scritta da: Nello Maruca

    CLXIII

    Quando ai miei occhi il molo si para
    Tutte cose, tosto, cervell connette
    e ognuna al posto giusto rimette
    e quel di prima e quel di poi separa.

    Di dosso si scrolla ogni residua tara,
    mentre occhio contempla, mente riflette
    e d'ottobre mi porta a quella notte
    e a nonno steso in quella fredda bara.

    La tormenta annienta uomini,
    animali, alberi, case e cose
    e sono lutti miseria e sofferenza.

    Ma Carità che non tiene confini
    pietosa, il manto della sua clemenza
    sul nostro capo, per pietate, pose.
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      Scritta da: Nello Maruca

      CLXII

      La nave che m'accoglie in alt'oceano
      degli usa è Ammiraglia militare
      al cui comando, d'aspetto nobiliare,
      espression'onesta, occhi vispi castano

      è elegant'uomo di possente mano.
      Nemmanco avea, mai, visto da lontano
      un sì grande naviglio mare squarciare
      e manco sua complessità potea pensare.

      Al trentesimo dì appare San Francisco
      tra la patente gioia dell'equipaggio
      pago che nave si resta all'ormeggio.

      Pur'io il mio mutismo lì finisco
      che la mia mente s'apre a largo raggio
      e mi vien netto l'esser mio randagio.
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        Scritta da: Nello Maruca

        CLXI

        Quando l'animo riconquista pace
        La mente fine di quell'uomo divino
        Spacciandomi qual figlio del vicino
        Cile m'affida a capitan'audace

        Di peschereccio di bandier mendace
        Acché mi sbarchi, poi, oltre confino
        e m'accompagni, sua persona, infino
        In Montevideo, a villa Treverace.

        Tempesta ci sospinge in alto oceano
        sferzando violente onde su fiancate
        ch'ogni nostro sforzo riducon vano.

        Tre giorni dura, ahimè, l'immane lotta
        e vicina è ormai nostra sconfitta;
        speranze e nostre forze son'andate.
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          Scritta da: Nello Maruca

          CLX

          A conoscenza del vile misfatto
          per nostra casa innata simpatia
          e anche perch'io caduto in apatia
          danno d'amicizia grande rispetto.

          Tre mesi resto steso dentro un letto
          e solamente Dio sa quant'io patia
          che mente da dritta e storta si dipartia
          non rispondendo più alcun concetto.

          Dì e notte m'accudiva la buona donna
          e mi cantava pure la ninna nanna
          come faceva la dolce mia nonna.

          Per otto mesi mi danno lor cure,
          finché mia mente sconfigge condanna
          ridando riso a quell'anime pure.
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