Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Nello Maruca

Qualità del cornuto

La bontà, è risaputo, qualità
è del cornuto che quand'anco la sua donna
trova a letto con l'amico a sfregarsi
l'ombelico, li osserva desolato
e per mera umanità, avvilito,
se ne va..
Poi credendo che l'amico dipartito
si sia già, come d'uso d'ogni dì,
torna a casa al mezzodì; da sull'uscio
fragoroso ode il riso degl'amanti
e allora cosa fà? Scoraggiato
se ne va.
Attraversa il ponte grande, scende giù,
verso la valle, si sofferma sulla sponda,
guarda l'acqua gorgogliante: si lo fò.
Indi pensa alla sua donna, indietreggia
di un bel po': Poverina! Non lo fò.
Ed allora cosa fa? Mogio, mogio
se ne va.
La campana dondolante dona l'ora
della sera, il profumo delle viole
sta a nunziare la primavera;
Lui è solo nei suoi pensieri: a quest'ora
ancor lo trovo? Certo no!, è ora di cena.
Farfugliando in questo dire verso casa
s'incammina.
Mentre il sole cala a ponente
avanzando lentamente, con il cuore
palpitante guarda in alto, ahimè
chi vede? È l'amico alla veranda
che ridendo sta cenando. Si domanda:
Mo che fò? Più lontano me ne vo.
Poi, intanto, la campana dalla vetta
al campanile lenta batte mezzanotte;
con in cuore speranze vane fa ritroso
il suo cammino, alla luce della luna
della casa ai gradini stancamente
s'incammina e la chiave nella toppa
ruota lento, pian pianino e con fare
quasi furtivo alla camera da letto
tristemente s'avvicina. La sua donna
con la guancia è distesa sulla pancia
dell'amante ch'è d'accanto. Indietreggia,
va in cucina, un trinciante stringe
in pugno e s'avventa alla consorte
e dell'uomo fa stessa sorte. Poi s'accascia
lentamente e riposa, finalmente.
Pure questo è risaputo qualità
è del cornuto. N. Maruca.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Nello Maruca

    Fuggiasco

    Col nodo in gola,
    spezzato il cuore,
    tremante di sconforto
    e di paura
    su incerto legno
    con acque minacciose,
    turbolenti
    sferzanti i fianchi
    esule desolato
    strascicante va.

    Trepidante alfin
    su sconosciuto suolo
    approda
    e pausa che generoso
    cuore ad esso va.

    Or se l'umanità
    Fosse men cruda
    E se un poco d'amor
    Tenesse in cuore
    Né tu, né io e nessuno
    Terremmo corpo
    E anima a digiuno.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Nello Maruca

      Sogno

      Se l'amicizia al mondo quand'è pura
      come ogni cosa bella poco dura
      come a lungo durare poteva mai
      l'agognata serenità ch'amo ed amai?

      Fu l'alba tersa, il cielo fu sereno,
      il tempo corse via dolce e ameno;
      Di sole illuminate le giornate,
      serene fur, nel sonno, le nottate.

      Non uno screzio fu, non un disguido:
      Peccato! Dipartito s'è per altro lido.
      Cappa è calata come cielo grigio
      e la serenità resta miraggio.

      Il Dio di carità a mani aperte
      senta la voce mia, le prec'incerte;
      Solo, soltanto in Te, mio Dio, confido:
      Fa ritornar la rondine al proprio nido.

      Come non so, vacante è la mia mente;
      Nemmeno può valere uomo potente.
      Tu puoi, però, rimuovere l'ostacolo
      oprando, Tua volontà, grosso miracolo.

      Or vedo in lontananza candide vesti:
      È Angelo conoscitore pensieri mesti.
      S'affretta a me vicino, prende mia mano:
      Dormi sereno, tuo desiderio è vano.

      Il dire che tu fai non mi consola,
      il mio pensiero ancora lontano vola,
      torno a pregare Iddio, l'Onnipotente,
      onde ridoni a noi l'Uomo valente.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Nello Maruca

        Bene

        Avevo immenso bene e l'ho perduto,
        falce crudele passò e l'ha mietuto;
        venne quel giorno, venne all'improvviso,
        sulle labbra gli smorzò il bel sorriso.

        Era d'autunno, era piovoso il giorno,
        inerte lo trovai al mio ritorno.
        Tutto si rabbuiò, fu notte fonda,
        sommerso fui, come da alta onda.

        Nessuno al mondo è bene tanto grande
        che amor per quanto grande tanto spande
        non ricchezze vi sono ne tesori
        che il bene indicato solo sfiori.

        Non è somma da dar per questo bene
        ché il mondo intero non lo contiene,
        nessuno può pagarlo né acquistarlo
        può solo averlo chi vuol solo amarlo.

        Voi che l'avete ancora, voi fortunati,
        voi, oggi più di ieri, da esso amati
        stringetevelo forte sopra al cuore
        dategli il calore del vostro amore.

        È del pianeta terra essere vivente
        e come nessun'altro è più amante;
        a nessun figlio mai procura pene,
        ha nome mamma, quest'immenso bene.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Nello Maruca

          L'insegnamento

          Sono allo scorcio, ormai, del mio sentiero
          ma più che mai vivere vorrei tanto
          per ricordare a tutti del tuo pianto
          e mantenere a lungo il tuo pensiero.

          Io a rimuginare lo tengo in testa
          quell'eufemismo che mi desti in pasto
          quando aggiungesti, col tuo fare mesto,
          tace chi tiene perspicacia lesta.

          Pure affermasti che giudizio tiene
          colui che in petto sempre l'ira contiene;
          lo dicesti con fermezza e certezza
          tanto che l'acquisii senza dubbiezza.

          Nel bagaglio d'esperienza l'ho aggiunto
          e, in toto, ha già domato la mia grinta.
          Vota la poesia: Commenta