Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Nello Maruca

CXLVIII

Penoso è lo restare entro lo limbo
Pure se di spazio n'è in sopravanza
Chè libertate mai è abbastanza
e desioso n'è pur docile bimbo.

Fanciullo d'incerto passo al lembo
Di veste di mamma s'attacca con speranza
e nell'abbraccio cessa sua doglianza
. Così vedrebbe lo cuor mio cader lo piombo

Che lo rilega in sì tale disagio
Sol se s'avesse di Beltà qualche spiraglio
e realtà scostasse falso miraggio.

Nel cuore m'è scolpito dorato fregio
da Mano divina che pote simil taglio
ma mano d'uomo mai può farne omaggio.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Nello Maruca

    Carabiniere

    Ah! Se potessi essere non io
    e al par di Dante mi facesse Iddio
    dell'Esercito branca tant'onesta
    con diligenza canterei le gesta.
    Con mano lesta stilerei lo scritto
    e, di Te, Grande, narrerei l'editto.

    Se, poi, di Giotto avessi mente esperta
    Tua storia pingerei con mano certa;
    l'illustrerei su tela ricamata
    come nessuna mai fu disegnata.
    A Dio che innalza e abbassa pregherei
    Onde uguagliare altra mai potrei.

    Se del musico Verdi avessi l'estro
    le lodi canterei da gran maestro:
    Le canterei al suon di cornamusa
    e in ciel l'innalzerei, storia diffusa.
    Dolce all'orecchio il suono giungerebbe
    Tal che manco melodia d'Angeli terrebbe.

    Povero sono, però, in mente e arte
    perciò ogni velleità metto da parte;
    il sangue forte pulsa nelle vene
    sferzando nel cervello forti pene.
    In minuetto mi muovo in queste righe
    come formica nel trascinar le spighe.
    M'accosto, con timore, tremolante
    a narrare di Te, Uomo importante.

    Degno di fede e di vetusto onore
    il bene altrui alberghi dentro al cuore,
    da sempre per l'altrui la vita doni:
    Fedele più dei cani ai lor padroni.
    Quella divisa nera a strisce rosse
    vanta conquiste di molte riscosse:
    La porti con l'orgoglio del gran Fante
    d'importante battaglia reduce zelante...

    Ti volle Emanuele Primo di Sardegna
    quale tutore d'ordine e di legge;
    presente sempre dove il male affligge
    resti al tuo posto fino alla consegna:
    Rivedo la battaglia di Pastrengo,
    della Sforzesca e quella di Novara,
    per questo dentro al cuore mio Ti tengo
    e la Figura Tua m'è dolce e cara.

    In Aspromonte e sul silano monte
    hai combattuto lotte da valente,
    avverso i disonesti, per l'ostaggio,
    reprimesti nel silenzio il brigantaggio.
    In Libia fosti a conquistar medaglie
    lasciandoti alle spalle molte Spoglie,
    nella campagna fosti a Senafè
    e combattesti in quel di Macallè.

    Del sangue Tuo inondasti Podgora
    e quel Tuo sacrificio vale ancora,
    mostrandoti al dovere servo ligio
    rendesti alla Nazione gran servigio.
    Nei secoli fedele: Qesto il Tuo Motto
    fedele resti in tal mondo corrotto,
    lo fai per dedizione al Tuo dovere,
    degno sei d'ogni stima, carabiniere.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Nello Maruca

      Il rimorso

      Ogni mattina allo spuntare del giorno,
      all'apparire dell'attesa aurora
      sorgesse il sole o spirasse bora *
      o ch'estate fosse o piovoso inverno

      senz'alcun'indugio al campicello
      sperando mettere qualcosa nel paniere
      t'incamminavi per la ricerca giornaliera,
      con chissà qual'altri pensieri nel cervello:

      Quante volte, però' fu la ricerca vana,
      quante volte il ritorno fu triste e deluso
      che vuota fu la cerca quotidiana
      e altro giorno in fame s'è concluso.

      Nel desolato teterrimo abituro,
      sfumata la speranza del mattino
      tutt'intorno t'appariva ancor più scuro
      ma la speranza non avea confino.

      In quegl'anni di epidemica carestia
      puranco d'affetti, nonna, fosti scarsa.
      Povera in tutto, o nonna, io nol capia
      perciò lo cuore me lo stringe morsa.

      Grande, se solo poco avessi riflettuto
      t'avrei qualche sospiro, forse, lenito.
      Nol feci, più nulla or posso, t'ho perduto!
      Il rimorso mi rode all'infinito.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Nello Maruca

        Il contadino

        Lenta la nebbia s'alza dal mare alla montagna
        coprendo il cielo azzurro di luttuoso manto
        mentre la massaia accanto al focolare
        a rimestare intenta è il desinare.
        Di presso, del cane l'abbaiar rabbioso s'ode
        e di tanto un raglio sgradevole l'accompagna
        col muggito del ruminante bue cui il belar
        della lanosa pecora fa eco col grugnire
        d'un maiale che del rumoreggiare pare stufo.
        Il rude contadino sul ceppo assiso
        pensoso è del domani; di quello che sarà:
        Pioggia, vento o neve o il sol risplenderà?
        Così, assorto, in ansia mesto sta.
        La pipa tra le labbra; il fumo in alto va
        e stanco, un sonnellino seduto resta e fa.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Nello Maruca

          L'assenza

          Se il peso non s'avesse dell'affetto
          la lontananza non avrebbe effetto.
          Se, poi, negl'anni il bene s'è ampliato
          il peso dell'assenza e più marcato.

          Capire ciò lo può ch'in petto ha cuore
          e se vi custodisce grand'amore.
          Da stamane manca l'Angelo custode
          e la tignola già dentro mi rode.

          Se manca la feconda ape regina
          nell'arnia resta spenta la fucina;
          spenti i fornelli son della cucina.
          Nessuno li cura: Manca la regina.

          Tutto si ferma, tutto muore e tace
          e io tormentato, stracco, senza pace.
          Vota la poesia: Commenta