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Scritta da: Nello Maruca

La fiammella

Con lo sguardo del pensiero
il remoto ho visitato
del tuo cuore innamorato.
In un angolo sta scritto
quel ch'è noto nel di fuori:
Il bel sogno ho coronato
con l'amico e con l'amato.
Son felice, son contenta,
sono piena di speranza.
È profonda del mio amore
la radice nel mio cuore
e mai alcuna circostanza
tal'affetto incrinerà.
Solo l'ultimo respiro
la fiammella spegnerà.
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    Scritta da: Nello Maruca

    Arte nuova

    Più l'ore se ne vanno con il tempo
    più la mia mente ha turbinio di lampo.
    In essa ruota sempre quello sperma
    che fuoriesce senz'alcun'orgasmo
    e suggerisce, con grand'insistenza,
    conoscere di tanto la causanza.

    Il Dei e Garzanti sfoglio senza sosta
    ma è come cercare al lago l'aragosta.
    Della Treccani m'accosto a copertina
    con fare e con pazienza certosina;
    lesto metto ogni pagina al mio vaglio
    così m'accorgo del secondo sbaglio.

    Mentre men sto, così, nell'incertezza
    avverto sulla testa una carezza:
    Austero, di nobile figura, è al mio fianco
    uomo vetusto, dai capelli bianchi.
    Se il tuo cuor tu m'apri in confidenza
    accenderti poss'io persa speranza
    ché quel ch'al tuo cervello assilla e sfugge
    al cospetto del mio certo non regge.

    Cominciò, tutto, oh Grande, coi malanni
    e da quel giorno pace più non ebbi
    ché si moltiplicar d'allor gli affanni
    e in incertezze e dubbi sempre crebbi.
    Con pression dall'altro lato fatta
    liquido lattescente innanzi m'esce,
    l'organo non gioisce: Forte patisce;
    la testa gira e par diventi matta.

    Arte nuova è codesta in medicina
    che più recenti studi son'approdati.
    raggiunto quando abbiam la cinquantina
    di quest'infame male siamo toccati.
    Prostata han dato nome gli scienziati
    e dei malanni è certo tra i più ingrati:
    Quale castagniforme appare in loco
    e a chi colpisce brucia come fuoco.

    Il liquido che secerne è simil sperma
    e riferimento non è d'alcun orgasmo
    poiché d'agogna non ha nessuna norma
    ma risultato è di grande spasmo.
    Abituati a far senza dell'orgasmo,
    convivi col dolore e con lo spasmo;
    oltre non ti crucciar, tempo è di flemma,
    risolto parmi t'abbia il gran dilemma.
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      Scritta da: Nello Maruca

      La capinera

      Nell'incavato fusto di ciliegio
      Di capinera è custodito letto
      Ch'esperta costruito ha in mod'egregio
      In loco ritenuto sicuro tetto.
      Tenerissime fibre l'hann'intrecciato
      Con diligente architettura innata
      Da testa nera, con fare ricercato
      Per schiudere le uova dell'annata.

      Poscia, nel caldo, morbido lettuccio
      Depositò tre uova corpo grigio
      Sicura che mai avesse avuto cruccio
      Né che suo cuor divenisse bigio.
      Ma l'arbusto che non dava frutto
      Era d'impaccio all'animal'eretto
      Che non sopporta non avere tutto
      e nel demolire il legno scassa il tetto

      di quella capinera dolce e buona
      che sotto già teneva tre nudetti
      da poco della schiusa dei tre uova
      di pelle ancora scura, i piccoletti.
      Implumi ancora, sol boccucci'aperta
      per quell'impulso di sopravvivenza
      la testolina, ora, all'ari'aperta
      cercando vanno di mamma la presenza

      che svolazzando nei d'intorni e presso
      cinguettando, desolata, va piangendo
      e s'avvicina e s'allontana spesso
      e spaurita va dall'uman fuggendo.
      Da mane dura l'andirivien'ardito
      e par che preghi: Va! O uomo crudo
      non vedi il nido mio com'è avvilito?
      Perché in petto tieni cuore sì duro?

      È sera, ormai, e l'uomo via sen va
      Indi la capinera è sul morente nido,
      un piccoletto afferra e vola e va
      penzoloni altro trasporta al posto fido
      torna, festante in becco stretto
      l'ultimo ai fratellini affianca
      sotto provvido e fortunoso tetto
      e accanto giace, finalmente, stanca.

      Quant'amore traspare in sì tal'atto!
      Quant'affetto racchiude piccol volatile,
      quant'altruismo quel corpicino ha in petto,
      quanta bontà, quanta dolcezza e stile.
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        Scritta da: Nello Maruca

        Il compleanno

        Questa sera un po' depresso
        Resto al bordo del mio letto,
        sono incerto sul da fare:
        Dormire o qualcosa ideare?
        Ora il pendolo s'è desto
        E rintocca mezzanotte.
        La mia sposa è già dormiente,
        io mi stendo lentamente.
        Poi mi alzo, pian pianino,
        per lasciar tranquillo il nido,
        al mio tavolo m'accosto
        e comincio con far lesto
        la stesura di quest'inno
        pel vegliardo novantenne.

        Zio Gustavo uomo retto
        Dal suo fare quasi perfetto
        Ha saputo col suo stile
        Superare il tempo ostile.
        Nel decorso di sua vita
        Ha sofferto e ha patito
        Ma ha saputo degnamente
        frenare cuore e mente.
        Tempo, oggi, dell'avvento
        Captato ha l'evento
        Radunando al suo cospetto
        Tutti quelli ch'à nel petto.

        E con stima e con amore
        Dal profondo d'ogni cuore
        Noi porgiamo l'augurio
        In questo giorno di tripudio.
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