Scritta da: Nello Maruca

La rosa

Ha una rosa il mio giardino
dall'arbusto senza spino;
germogliata è in gennaio,
primo fiore del mio vivaio.
Dalla nascita che fu
quarant'anni e poco più
l'orticello è impreziosito
di quel fiore assai pulito
c'hà l'odore e lo splendore
più di altro ogni bel fiore.
Non è fiore nel mondo intero
più verace e più sincero.
Non è fiore in primavera
tali odori da mane a sera.
Dalle Ande agli Appennini
degli Urali ai confini
per quanti siano fiori
non trovi quegl'odori.
Scarso l'orto è d'averi
ma tal* ricco è il suo vivaio * talmente
che copre ogni divario.
Nello Maruca
Composta giovedì 30 novembre 2006
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    Scritta da: Nello Maruca

    Il ritorno

    In un cocente dì d'un assolato agosto
    Milite, in man di campo fiore e due viole,
    sotto il vermiglio luccicante sole
    avanza verso noi a piede lesto.

    Veste uniforme chiara, coloniale
    e casco di sughero di bianco colore.
    Piange nel rivedere il casolare
    dopo un'assenza più che quinquennale.

    Alla commossa mamma un forte abbraccio,
    un bacio in fronte, una dolce carezza,
    Sii serena: finito è il pasticciaccio.
    Con le robuste braccia mi cinge con gaiezza:

    Mai più tristezza: Or qui è il tuo papà.
    Allegro, non lacrimar: giammai parte papà.
    Nello Maruca
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      Scritta da: Nello Maruca

      L'attesa

      Alfin ch'io passi dalla Porta angusta
      onde trovarmi nella Città augusta
      è mio intento seguitar via stretta
      ché di quante ne sono è sol la retta.

      Indi, se venir vuoi ad alleviar mia sorte
      aperte fuori e dentro trovi le porte;
      io sono qui che resto ad aspettare
      onde Tu giunga e possati onorare.

      Io nell'attesa sveglio restar voglio
      alfin che non ricada in nessun sbaglio
      ché non so quando e come mi pervieni,
      da quale strada, ché tante ne detieni.

      Se leggi il pensier mio, o Re Risorto,
      vedi che il cuore mio a Te è aperto,
      per questo, o mio Signore Redentore
      vieni, occupa il misero mio cuore.
      Nello Maruca
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        Scritta da: Nello Maruca

        Il turbamento

        La vita è un pozzo fondo, senza fine
        ch'è pieno zeppo di miserie umane,
        per quanto tempo dura, fino alla fine,
        non son giornate che non siano vane.

        Per quanti sforzi son, per quanto t'opri,
        per quanto ti dibatti ed arrovelli,
        per quanto pace che bisogni copra
        non v'è cosa che plachi quel cervello.

        Non ragionamento che lo porta altrove,
        non problemi di natura maggiore,
        lo ritrovi ovunque e in ogni dove
        ch'è tutto scuro, pur bianco colore.

        Com'erba cattiva che su prato nasce
        che estirpata con certosina usanza
        in perseveranza presto rinasce
        a dimostrar dell'uomo l'impotenza.

        Così, quel turbamento, se si cheta
        riemerge, all'improvviso, dopo poco,
        nel cervello ritorna e non è quieta
        e fin che la vita è fa questo giuoco.

        Invero per chi ha credo è una sol via:
        è quella d'aggrapparsi al Sommo Iddio.
        Nello Maruca
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          Scritta da: Nello Maruca

          Sentimento d'amore

          La vita che sol triboli mi ha dato,
          l'amor qual sentimento mi ha insegnato
          e poiché soltanto in bene essa spendo
          nato son io per morire cantando.

          Sono, pertanto, grato al divin Padre
          d'avermi dato in uso strada madre,
          che se anche ho sudato in suo percorso
          molte di pene ho scosso di sul dorso.

          Sono in attesa, ora, dell'ultimo atto,
          mentre pago canto l'appreso motto:
          Padre celeste, Iddio dell'Universo
          fa che Ti giunga, in prece, ogni mio verso.
          Nello Maruca
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