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Le migliori poesie di Nazim Hikmet

Poeta, drammaturgo e scrittore, nato mercoledì 20 novembre 1901 a Salonicco (Grecia), morto lunedì 3 giugno 1963 a Mosca (Federazione Russa)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Silvana Stremiz

Ti sei stancata di portare il mio peso

Ti sei stancata di portare il mio peso
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi della mia ombra
dei miei tradimenti
le mie parole erano incendi
le mie parole erano pozzi profondi
le mie parole erano stanchezza, noia serale,
un giorno improvvisamente
sentirai dentro di te
il peso dei miei passi
che si allontanano esitando
quel peso sarà quello più grave.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Lettere dal carcere a Munevver

    Che sta facendo adesso
    adesso, in questo momento?
    È a casa? Per la strada?
    Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
    Forse sta alzando il braccio?
    Amor mio
    come appare in quel movimento
    il polso bianco e rotondo!
    Che sta facendo adesso
    adesso, in questo momento?
    Un gattino sulle ginocchia
    Lei lo accarezza.
    O forse sta camminando
    ecco il piede che avanza.
    Oh i tuoi piedi che mi son cari
    che mi camminano sull'anima
    che illuminano i miei giorni bui!
    A che pensa?
    A me? O forse... chi sa
    ai fagioli che non si cuociono.
    O forse si domanda
    perché tanti sono infelici
    sulla terra.
    Che sta facendo adesso
    adesso, in questo momento?
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Benvenuta, donna mia, benvenuta!

      Benvenuta, donna mia, benvenuta!

      Certo sei stanca
      come potrò lavarti i piedi
      non ho acqua di rose né catino d'argento

      certo avrai sete
      non ho una bevanda fresca da offrirti

      certo avrai fame
      e io non posso apparecchiare
      una tavola con lino candido

      la mia stanza è povera e prigioniera
      come il nostro paese.

      Benvenuta, donna mia, benvenuta!

      Hai posato il piede nella mia cella
      e il cemento è divenuto prato

      hai riso
      e rose hanno fiorito le sbarre

      hai pianto
      e perle son rotolate sulle mie palme

      ricca come il mio cuore
      cara come la libertà
      è adesso questa prigione.

      Benvenuta, donna mia, benvenuta!
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