Scritta da: Fiorella Cappelli

Piazza Venezia

Vedenno er monumento, ch'è imponente
er Campidojo che legava er core,
pare che se risveji ne la mente,
un sogno bello, un parpito d'amore

Qui s'affacciava er "duce" qui la gente
veniva a dà l'incenso ar dittatore,
qui sta seporto un poro Combattente
Ignoto a tutti meno che ar Signore.

St'Ignoto, p'evità una nova guera,
chiede giustizia all'Egoismo ingrato
e prega Dio che illumini la tera.

E Palazzo Venezzia a mano dritta
se guarda intorno muto e sconsolato
come un gigante doppo la sconfitta.
Natale Polci
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    Scritta da: Fiorella Cappelli

    Er passero ferito

    Era d'agosto e un povero uccelletto
    ferito dalla fionda di un maschietto
    s'anniede a riposà con l'ala offesa
    in su la finestra di una Chiesa.
    Da le finestre del confessionale
    un prete intese e vide l'animale,
    ma dato che da fori
    aspettavan molti peccatori
    richiuse le tende immantinente
    e s'ammise a confessà la gente.
    Ner mentre che la massa di persone
    devotamente diceva l'orazione,
    senza guardà pe niente l'uccelletto
    n'omo lo prese e se lo mise in petto.
    Allora nella chiesa se sentì
    un lungo cinguettio: "Ci! Ci! Ci!"
    Er prete a risentenno l'animale
    lasciò di colpo er confessionale
    e poi nel nero che sembrava pece,
    s'arrampicò sul pulpito e li fece:
    "Fratelli! Chi ha l'uccello per favore,
    vada fori dalla casa del Signore"
    Li maschi, tutti quanti in una volta
    s'arzarono p'annà verso la porta.
    Ma er prete a stò sbajo madornale
    strillo: "Fermi, me sò espresso male!
    Rientrate tutti e stateme a sentì:
    chi ha preso l'uccello deve uscì!"
    A testa bassa con le corone in mano
    le donne s'arzarono pian piano
    ma mentre s'andavano de fora
    er prete urlò: "Ho sbajato ancora!
    Rientrate tutte quante figlie amate
    che io non volevo dì quer che pensate.
    Io vò detto e vè ritorno a dì
    che chi prese l'uccello deve uscì,
    ma io lo dico a voce chiara e tesa
    a chi l'uccello l'abbia preso in Chiesa!"
    Le monache s'arzaron tutte quante
    e poi col viso pieno di rossore
    lasciarono la casa del signore.
    Natale Polci
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