Scritta da: Nadia Consani

Ipnosi naturale

Una pozza d'acqua quieta
come piccolo lago salato
abbraccia il sole stamani,
tra gli scogli appena distanti,
mentre il mare è agitato
come puledro selvatico.
Alghe sinuose
si lasciano dondolare
dalla corrente, che arriva silenziosa
e danzano come ballerine velate
al cospetto di un granchio,
ipnosi naturale per chi le guarda.
Brillio dorato in superficie
apre orizzonti alla fantasia
e vedi stelle comete
che riflettono coriandoli di luce,
vogliono scaldare l'animo,
ma cavalchi unicorni bianchi
su castelli diroccati.
Galleggia a pelo d'acqua
una bottiglia morta,
distoglie la mente,
non contiene lettera d'amore
ma del mondo tutta l'ignominia.
Un piccolo pesce
solo, indipendente,
della follia ignaro,
scodinzola felice
nel suo grande regno,
attende,
forse la corrente porterà fortuna
o gliela toglierà.
È ammirato dal vento
un gabbiano
elegante nel suo volo libero,
ipnosi naturale di chi lo guarda,
come una fotocopia
si duplica nello specchio d'acqua ferma,
fiero, sicuro, sognante,
ma l'immagine riflessa
si perde poi tra i coriandoli di luce
delle stelle comete.
Nadia Consani
Composta sabato 23 giugno 2012
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    Scritta da: Nadia Consani

    Prima che l'ultima alba

    Ogni giorno quando
    l'albore abbaglia la mente
    e ogni notte
    le tenebre coprono rumori
    e fantasmi ballano
    sulla parete di cristallo,
    profumo di richiamo
    e voce muta
    illudono il silenzio.
    Neppure la musica
    fa da cornice all'irreale,
    resta solo il pensiero
    di una presenza vana
    che lascia orme trasparenti
    di mascherata incoerenza.
    Batte il pendolo le ore,
    gocce di tempo inutile.
    Prima che l'ultima alba
    cancelli il sole,
    voglio respirare.
    Nadia Consani
    Composta lunedì 11 giugno 2012
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      Scritta da: Nadia Consani

      La stanza

      Cicche di sigarette spente
      avidamente consumate
      senza apprezzarne il sapore,
      giacciono come frutti secchi
      dimenticati in un paniere.
      Gli occhi alzati
      distratti
      seguono scia di fumo
      che cerca spazi liberi
      dalle persiane aperte
      e i pensieri van con essa
      con la voglia di respirare,
      ma tornano muti.
      È il caldo, penso,
      noia di giorni afosi,
      che la pelle rende umida
      come da fatica di un amplesso.
      No, è solo nostalgia
      di attimi ridenti
      morti nel passato
      che tornano alla mente.
      Ora gli occhi sono bassi
      malinconici
      asciutti
      come steli di fiori assetati,
      guardano senza vedere
      e aspettano che torni il buio.
      Nadia Consani
      Composta venerdì 22 giugno 2012
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