Scritta da: Lucio Dusso
Che vita mai, che gioia senza Afrodite d'oro?
Ch'io sia morto quando più non mi stiano a cuore
l'amore segreto, i dolci doni e il letto:
questi sono i fiori della giovinezza, desiderabili
per gli uomini e le donne. Quando poi dolorosa sopravviene
la vecchiaia, che rende l'uomo turpe e cattivo,
sempre nell'animo lo corrodono tristi pensieri;
e di vedere i raggi del sole non gioisce,
ma è odioso ai ragazzi e in dispregio alle donne:
così penosa fece il Dio la vecchiaia.
Mimnermo
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Lucio Dusso
    Come le foglie che fa germogliare la stagione di primavera
    ricca di fiori, appena cominciano a crescere ai raggi del sole,
    noi, simili ad esse, per un tempo brevissimo godiamo
    i fiori della giovinezza, né il bene né il male conoscendo
    dagli dèi. Oscure sono già vicine le Kere,
    l'una avendo il termine della penosa vecchiaia,
    l'altra della morte. Breve vita ha il frutto
    della giovinezza, come la luce del sole che si irradia sulla terra.
    E quando questa stagione è trascorsa,
    subito allora è meglio la morte che vivere.
    Molti mali giungono nell'animo: a volte, il patrimonio
    si consuma, e seguono i dolorosi effetti della povertà;
    sente un altro la mancanza di figli,
    e con questo rimpianto scende all'Ade sotterra;
    un altro ha una malattia che spezza l'animo. Non v'è
    un uomo al quale Zeus non dia molti mali.
    Mimnermo
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Un male senza fine donò Zeus a Titono

      Un male senza fine donò Zeus a Titono,
      la vecchiaia, più agghiacciante anche della morte penosa.
      ...
      Ma come un sogno breve è la giovinezza
      preziosa: presto, incombe sul capo
      la tormentosa e deforme vecchiaia,
      nemica, spregevole, che non fa più riconoscere l'uomo:
      danneggia gli occhi e la mente avviluppandoli.
      Mimnermo
      Vota la poesia: Commenta
        Questo sito contribuisce alla audience di