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Poesie di Michele Gentile

Poeta, nato martedì 4 gennaio 1972 a Ostia - Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: bbenry

Resilienza

Prendi pure la mia voce
gli ornamenti,
le isole che ho visitato.
L'ultima parola andrà alla deriva
in quest'ora di ombre e
ghiaia.
Una scheggia di cielo
in candidi riflessi obliqui
recide già il silenzio.
Si fa strada il vento,
adagiato sulla corteccia del cuore
ora spicca il volo.
Tornerà l'indifesa età
tornerà a chiamarmi
urlando tutti i disperati giorni
ma fra le onde, avrò da amarmi
al di là del torto
avrò da vivere.
Composta sabato 6 febbraio 2016
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    Scritta da: bbenry

    Bisanzio

    Fra me e gli orizzonti
    battelli d'ambra, alteri
    declinavano inviti.
    Seducenti isole
    fuggivano la solenne impresa,
    coltello di labbra e zenzero
    piantato nella gola.
    Bisanzio restò un gioco
    una reputazione,
    per salvarla
    bastava un mercante d'oro.
    Di pregiata seta si vestì il tramonto
    venerato suddito ogni mio respiro.
    Fu l'ultima volta che
    mi piegai al volere degli dei;
    andai poi per il mondo
    sino a stancarmi i sogni
    riposando infine
    sulle spighe del perdono.
    Composta venerdì 8 gennaio 2016
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      Scritta da: bbenry

      4 gennaio

      Chiesi aiuto
      la quiete intorno
      suggeriva l'impossibile.
      Il solito crinale
      la solita finestra,
      un uomo già piccolo
      sulle spalle del mattino.
      Del cammino che mi ha lasciato tornare
      apprezzo la cinica, lucida
      esposizione dei fatti.
      Una mia parodia in scena
      appetibile tragedia
      si consumava
      alla luce del sole.
      Immune al domani
      divenni impalpabile,
      necessario.
      Erede al trono
      di una fine negata,
      raccolto di sterili regioni
      sono in pace con le mie catene.
      Composta lunedì 4 gennaio 2016
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        Scritta da: bbenry

        La mia vita

        Mi è bastato un nome
        che nessuno voleva,
        mi è bastato inciampare
        in un mattino ubriaco
        o in un lamento del mare.
        È servito nascere sbagliato
        per scoprirmi in vita,
        affezionato al silenzio
        della mia stessa pelle.
        Ho vissuto malgrado il vento
        che mi cercava tra i rovi
        per farmi appassire
        ed è servito perdermi
        per morire più dolcemente.
        Composta giovedì 29 ottobre 2015
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