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Poesie di Michele Gentile

Poeta, nato martedì 4 gennaio 1972 a Ostia - Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: bbenry

Un giorno di primavera

Un giorno
di primavera,
forse
una manciata di petali
tradirà la mia partenza.
Saluterà tutto ciò
che avrò saputo spiegare
attendere.
Ogni mio sorriso
tutte le lacrime,
per la terra che mi parlò del vento
per le fiamme di una notte eterna,
vorranno parlarti di me.
Vado via...
così come sono giunto,
torno alle mura d'Atlantide
fratello mio,
senza pane, senza stelle
con la speranza nel cuore
di rinascere un giorno di primavera
forse,
quando una manciata di petali
sorriderà al popolo in festa.
Composta venerdì 19 luglio 2013
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    Scritta da: bbenry

    Incontro

    Tra le fiamme di un vespro
    nel vorticoso danzar di foglie spente
    ti vidi.
    Quando infine il furente mare
    fagocitò il dì soave
    ti pensai.
    Forte, di amori tramontati e mai anelati
    a disegnar il volto tuo tra stelle e luna
    mi ritrovai.
    Ora torno fin su alla rocca
    all'ombra di bastioni in lotta
    con un tempo avido di rovine
    vittima predestinata d'ignara fiera.
    Ti cerco vita mia
    ti supplico...
    spettro amabile
    in un effluvio di limoni e pioggia
    forse, d'invidiata Siris
    fosti tu la più inclemente tra le dee.
    Composta giovedì 18 luglio 2013
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      Scritta da: bbenry

      Nel vento

      E giungesti a me
      come di brezze un capriccio,
      arrendevole sorriso
      quando ti donai una rosa.
      Rossa
      come i vespri
      come sangue...
      il cuore mio.
      Accettasti le mie promesse
      fremente di vita,
      all'ombra di un abbraccio
      le tue labbra si schiusero.
      Nel vento, ora
      come petali
      le tue carezze volan via
      e quella rosa
      rossa
      come i vespri
      come sangue
      a nessuna mai
      più donerò.
      Composta giovedì 18 luglio 2013
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        Scritta da: bbenry

        Fragile

        Non ti accorgi, non sai
        quanta poesia indossano i tuoi sguardi.
        Quando corteggi i vasti orizzonti
        che s'inchinano al tempo,
        lembi d'azzurro derisi dal vespro
        null'altro che misera grandezza.
        Non vedi, non puoi
        comprendere quanti giorni
        doni al mio passato
        quando plani sul cristallo della sera
        e dipingi la perfetta traiettoria
        in direzione dei miei abissi.
        Tu,
        maestosa vela
        spiegata verso il rimpianto,
        non sai, non ti accorgi
        di come io sia,
        senza il tuo amore,
        la più fragile delle notti.
        Composta martedì 14 maggio 2013
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