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Le migliori poesie di Michele Gentile

Poeta, nato martedì 4 gennaio 1972 a Ostia - Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: bbenry

Ostia

Dolce promessa
non mantenuta.
Riposi
fra le braccia del mare
mentre a gran voce
il ricatto del fato
reclama i tuoi seni.
Nuda
come preghiera
recitata in segreto
da mani senza onore.
Dipinto di resina
e orchidee,
sabbia
e frumento,
severe Torri
a guardia
di un tesoro
sepolto dall'infamia.
S'erge la Rocca sul grano
vanto di secoli
che danzano su rovine pazienti.
Dolce menzogna
sulle tue labbra
mi perdo
quando al tramonto
attracca la sera
e una carezza di pace
torna a salvarmi.
Composta mercoledì 19 febbraio 2014
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    Scritta da: bbenry

    In frantumi

    Una fiaba
    scivola nei respiri,
    ancora.
    Poi
    questo mare
    si alzerà,
    correrà
    a svegliare il faro.
    Le rose
    torneranno a pregare
    le spine
    a conoscere altre corone.
    La cura di una carezza
    senza dolore.
    Questo cielo poi
    piangerà,
    correrà a cullare
    la vacuità del vero
    e noi
    non avremo più
    sogni da ordire.
    Già reca silenzi
    la stagione dei sorrisi,
    in frantumi giace
    questa nostra terra.
    Composta martedì 15 aprile 2014
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      Scritta da: bbenry

      Impossibile

      Sapeva d'amore quel peccato
      e sapeva già
      che sarebbe finita.
      Cos'è allora tutto questo stupore...
      se non ci sono più istanze,
      offese che trovino pace
      tra le misere rovine del perdono?
      Perché l'indecenza non cerca di comprendere?
      Non volevo nutrirmi di dubbi,
      costretto a tornare da me
      a farmi visita ogni notte
      senza riflettere sul senso di una cortesia.
      Paradosso di Escher e non un Dio
      che mi dia una mano
      che dia retta alla mia sorte,
      petali d'acredine scagliati
      contro ogni rinascita;
      rigurgiti di sole decapitano
      buoni propositi...
      traggono beneficio dai rancori
      che sorvolano le mie cattedrali,
      nulla a che vedere
      con il guanto di sfida
      lanciatomi dalla tua partenza.
      Appartengo al nulla
      alla possibile ragione
      di un passato imperfetto.
      Composta giovedì 24 gennaio 2013
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