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Le migliori poesie di Michele Gentile

Poeta, nato martedì 4 gennaio 1972 a Ostia - Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: bbenry

Papà

Esploravo gli abissi delle mie convinzioni
rovistando tra i panni del mio greve bagaglio,
cercando una scusa per le misere azioni
per convincermi che fossero un incredibile sbaglio.
La realtà della vita è però più evidente
Il suo vigliacco fetore non inganna la mente
ogni tua soave, gentil concessione
presenta un conto spesso troppo oneroso,
tant'è vero che penso che la tua sola missione
non sia proprio quella di un Papà generoso.
Forse ci osservi un po' divertito
dal tuo infinito giardino fiorito
e non riesci ogni volta a capire perché
tra il fango e la merda
pregano te.
Composta domenica 8 dicembre 2013
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    Scritta da: bbenry

    Via capo soprano

    Non si cresce senza lacrime
    non si sceglie il cielo
    sotto cui sbagliare.
    Sopravvissuti
    al giorno
    qui
    cavando gli occhi al cuore
    quando la promessa delle onde
    si vendeva al peggiore offerente.
    C'era poco da fare,
    molto da sapere
    memorie di un passato,
    dolore presente.
    Forse l'abisso
    a riempire il vuoto
    di un fiore
    partito per l'inverno
    senza fiatare.
    Eravamo noi, vite improvvisate,
    ricchezza depredata
    ai confini della sera,
    accampata alla bene e meglio
    sul ciglio della strada,
    impossibili,
    difettosi,
    noi
    scortati da un sole amaro
    già andati chissà dove
    gli ultimi,
    le ombre
    di via capo soprano.
    Composta lunedì 25 novembre 2013
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      Scritta da: bbenry

      Per favore il conto

      Sono uscito senza bancomat
      stasera
      volevi una vita da scout
      che mi facesse pena,
      per favore il conto.
      Suppongo
      sia un diritto
      non rinunciare al proprio habitat
      per cena.
      Volevo darti un passe partout
      e ho digerito bocconi amari
      per far suonar la sveglia,
      pesante come un mammut
      in uno zoo di cristalli.
      Tu mi accarezzi il cuscino e dormi
      per favore il conto
      tu ti accarezzi il pizzo e non parli,
      per favore il conto
      tu voti chi gli pare e non ti senti
      per favore uno sconto.
      Composta lunedì 4 novembre 2013
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        Scritta da: Alessandro Mancini

        Inizio

        Sorgo,
        nuovamente.
        Senza dei e senza rimpianto,
        culto a me solo noto.
        Da levantine vette m'alzo, su scheletri di torrenti
        e creste di acque inquiete balzo,
        matido erpice usurato, a smuovere zolle di speranza.
        Prendo quota goffamente, nell'eco di stelle fuggite via
        non mi do pace.
        Erro per i tratturi del giorno, mi soffoca questo sudicio giogo,
        affresco di colori e dolori
        seminati con cura per far fiorire cipressi.
        Che senso ha tutto questo splendere?
        Quando la notte è già in agguato,
        a cosa serve inseguire l'orizzonte?
        Rifletto,
        non solo la luce.
        Scaglio dardi sottratti alla faretra di Dio e
        scaldo talami di fortuna ancora lerci di piacere.
        Sorgo
        Nuovamente...
        e mi maledico.
        Composta venerdì 28 dicembre 2012
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