Le migliori poesie di Michele Gentile

Poeta, nato martedì 4 gennaio 1972 a Ostia - Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: bbenry

L'eco del silenzio

Il tramonto incendia la forra
scioglie la valle di pietra.
Si desta la sera
le spose governano i fuochi.
Vende cara la pelle
questo mio dolore,
legittimando il tuo nome
cala il sipario
sulle fredde labbra.
Riposo sulle rive del cuore
mentre tu
t'innamori di un peccato.
Non scavi più tra i ruderi
dei nostri sguardi.
Nulla resta di quell'ardore,
niente s'è salvato.
Notte
che asciughi il mio pianto
notte
senza tempo,
insieme a me
perditi,
almeno tu
dimentica.
Michele Gentile
Composta lunedì 16 dicembre 2013
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: bbenry

    Senza poesia

    Silenzi
    interrotti
    dalla pioggia.
    Logore bisacce
    a perdere
    stille d'azzurro.
    Creta
    di mari smunti
    plasmati
    per ammassare solitudini.
    Voglia il tempo
    con le sue ragioni
    richiamarci all'amore
    quando
    soli
    avanziamo nel buio
    senza più paura
    senza più morire
    stanchi viandanti
    per un infinito
    d'argilla e loto.
    Michele Gentile
    Composta lunedì 21 luglio 2014
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: bbenry

      Felice

      Non ti importa
      della pioggia
      che continua
      a chiamarti.
      Né degli occhi
      che invecchiano,
      che non sanno
      più piangere.
      Hai i tuoi tramonti,
      le domande di un bambino.
      Guardi oltre la colpa
      raccogli un po' d'amore.
      Ti vesti di sorrisi...
      un passaggio dall'arcobaleno
      e mi ripeti;
      "bisogna saperla
      indossare la felicità."
      Michele Gentile
      Composta venerdì 2 maggio 2014
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: bbenry

        Inconsapevoli

        Sorgemmo, inconsapevoli
        inesorabili
        alba dalle tenebre.
        Preziosa fonte in dono
        le nostre anime ne fecero
        il loro tempo... città d'oro.
        Ci riconobbe il destino
        ai confini del deserto,
        dissetò ogni amarezza
        col calice dell'incanto.
        Ci sorrise la luna
        sostenendo parole nuove
        da scolpire su ogni silenzio.
        Fummo infine giovani
        dinanzi al vento
        non poco ingenui,
        volle spazzar via ogni promessa
        oscurò quel cielo
        dipingendolo d'infamia.
        Tramontammo, inconsapevoli
        implacabili
        sole prima delle tenebre.
        Michele Gentile
        Composta domenica 28 luglio 2013
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di