Questo sito contribuisce alla audience di

Le migliori poesie di Michele Gentile

Poeta, nato martedì 4 gennaio 1972 a Ostia - Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: bbenry

La Rocca dei poeti

La Rocca dei poeti
a due passi dal cuore,
ove tutto è silenzio
ove tutto è parola.
Spesse mura di memoria
disperati bastioni,
di un respiro custodi
invocano pietà,
implorano promesse.
Cessano i re
abdicano i mari.
La Rocca dei poeti
immutabile
sul mio petto
è preghiera,
sulle labbra ferite
è quasi vivere.
Composta mercoledì 30 settembre 2015
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: bbenry

    Nomenclatura di un tramonto

    L'orpello di una lacrima
    contempla sorrisi
    ancor più vani.
    Forse acerba è la luna,
    giovane il mio volto
    in questa stanza
    di impetuosi echi.
    È solo l'inverno a parlare
    a fidarsi di me,
    lontane distese di attimi
    mentre il cielo si arrende
    all'infinita agonia.
    Fra i rami vermigli
    l'impazienza della sera,
    dalla riva immutata
    pagine di poesia,
    orizzonti immortali
    e ritrovo la mia canzone.
    Composta martedì 19 aprile 2016
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: bbenry

      Bisanzio

      Fra me e gli orizzonti
      battelli d'ambra, alteri
      declinavano inviti.
      Seducenti isole
      fuggivano la solenne impresa,
      coltello di labbra e zenzero
      piantato nella gola.
      Bisanzio restò un gioco
      una reputazione,
      per salvarla
      bastava un mercante d'oro.
      Di pregiata seta si vestì il tramonto
      venerato suddito ogni mio respiro.
      Fu l'ultima volta che
      mi piegai al volere degli dei;
      andai poi per il mondo
      sino a stancarmi i sogni
      riposando infine
      sulle spighe del perdono.
      Composta venerdì 8 gennaio 2016
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: bbenry

        Pelle amara

        Amavo credere
        nonostante tutto.
        Terso, me stesso
        rapito dai miei sogni.
        Amavo sorridere
        nonostante il sole.
        Diverso, riemerso
        da ogni lacrima,
        sapevo dove guardare
        quando mia madre chiamava.
        Uno splendido gabbiano
        in un cielo immenso
        è il pianto mio.
        Pelle amara stanotte
        occhi aperti
        in fondo al mare,
        pelle amara stanotte.
        Andiamo fuori
        che bei fiori
        in questo mare.
        Composta venerdì 30 settembre 2016
        Vota la poesia: Commenta