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Scritta da: Michela Zanarella

In un lampo mare aperto

Traiettorie di fuoco
l'amore è un gioco
vibrazioni emozioni
aquilone il cuore
assente il tempo
scotta l'energia
sfreccia il corpo
con la follia.
Non tace lo sguardo
luna e sole a contatto
il cielo un letto sfatto
la fiamma l'universo
l'istinto un viaggio perso.
Fonte di coraggio
una carezza dolce
e lenta
la voce che rallenta
in un lampo mare aperto
il fiato il mio concerto.
Liberazione un sospiro
l'abbraccio un mondo
di calore
l'istante luce che sfugge
incrocio di paradisi
il battito insistente
nettare d'anima e mente.
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    Scritta da: Michela Zanarella

    Chiare sembianze

    Il cielo che amo
    ascolta la mia voce
    come luce e anima
    di una saggia innocenza.
    Un filo d'azzurro
    è l'unica certezza
    del mio vivere.
    Cammina tra le altezze
    il mio destino
    in bilico tra la polvere
    e l'arancio del mattino.
    E ciò che vedo
    sopra le nuvole
    è un antico infinito
    che non aspetta altro
    che il mio minuscolo respiro
    per sussurrare alla terra
    silenzi e speranze.
    So che in un angolo nascosto
    mi attendono le mie chiare
    sembianze,
    una vita diversa
    un tempo misterioso.
    La mia esistenza
    come omaggio all'eterno
    che s'affaccia.
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      Scritta da: Michela Zanarella

      Segrete allegrie

      Amarmi in questo tempo
      di memorie sconvolte,
      in una terra che attinge
      respiri dagli inferni,
      mi svuota il cuore.
      Stanno immobili
      i miei occhi
      davanti allo sbarco
      di nuvole sterminate
      da nebbie assetate.
      Non restano che strade
      dipinte sulla tela
      della vergogna
      e fragili uomini
      che cercano nell'aria
      delusa
      un regno per piangere
      tranquilli.
      Come una luna
      che dondola dalle palpebre
      della notte
      voglio entrare nelle segrete
      allegrie
      di un cielo che sogna.
      Io che penso all'amore
      anche nel buio più
      assurdo,
      mi consolo del misero
      fiato del destino.
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        Scritta da: Michela Zanarella

        Tutte le alleanze del destino

        In equilibrio
        tra il silenzio delle strade
        ed il respiro di cieli inchiodati
        alla pioggia,
        la mia mente ripete
        l'eco di un freddo vivere,
        dove l'erba ha il profumo del ghiaccio
        e la luce assorbe tutte le alleanze
        con il destino.
        Attrae e spaventa l'urlo del vento
        che falcia innocenti fatiche
        della terra.
        Dove incontenibili speranze
        aspettano il richiamo di Dio,
        si sentono orizzonti riascoltare
        il passato
        e stringere intimità negli angoli
        più oscuri dell'infinito.
        Poi si fondono atmosfere
        ed aquiloni,
        come metalli segreti
        sciolti nell'alabastro del tempo.
        Palpita piano l'anima.
        Passano gelidi istanti
        e crudeli tracce d'amore dimenticato.
        Il mio volto sembra aver perso
        il suo confine
        ed il cielo ora ha le mie labbra.
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          Scritta da: Michela Zanarella

          Lo splendore tra le distanze

          Adesso parlano.
          Venti arrossati
          dall'inverno
          ripetono il viola
          di una bellissima bufera.
          E il cielo sfoglia
          le pioggie come pagine
          d'ombra pronte a precipitare.
          Sono come sempre
          in mezzo,
          tra il grigiore del tempo
          e lo sbadiglio di una nuvola.
          Potrei giurare di conoscere
          a memoria le voci di ogni stagione,
          il commovente suono
          delle nevi
          l'umile rimbombo del sole
          il boccheggiare pallido della nebbia.
          Ma mi disfo delle mie certezze
          appena un po' di brina si abbandona
          tra le foglie cercando una vecchia quiete.
          Lo so, gli anni non sono mai gli stessi
          e tutto può cambiare.
          Certo, se ora il vento
          dice la propria tristezza
          anche alle siepi,
          mi sento senza privilegi,
          una lenza buttata a caso
          tra le acque.
          Potevo essere lo splendore
          tra le distanze,
          uno sfrenato silenzio che ancora
          continua.
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