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Scritta da: Silvana Stremiz

Viale 17

Sono belle
e si vendono per poco
mi dico meno male
e lesto la mano corre
al portafogli
per dar vita al cuore
imbalsamato

Fai piano
dice la donna
vestita di coriandoli
coi profumi che litigano
e i tacchi che burlano
l'equilibrio
anche il risveglio ha bisogno
di preliminari
e ci puoi credere se lo dico io
che coi sogni ci lavoro

L'amplesso durò
quanto una bestemmia
sotto gli aghi delle stelle
e il cronometro della luna
che imbrogliò il fantasma
di figure deformi

Mi alleggerii della minaccia
dei duri pensieri
stampai le labbra
sulla banconota
mio lasciapassare
agli sconfitti
dell'inferno dei vivi

Sfrecciavano le macchine
come le idee
nel domani
lungo il delirio del viale 17
...i loro rumori
i loro fumi
erano tuoni e nebbia
nelle miserie degli illusi
...fuochi d'artificio
per la festa
del mio cielo basso
-dal volume: Soste precarie
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Se anche

    Se anche ci forzassero
    le ossa
    a stare insieme
    troverebbero un varco
    tra la terra
    magari implorando una radice
    a insinuarsi per la separazione
    e noi
    lavorammo col fiato dei raggiri
    a unire due chimiche
    solo perché ci chiesero
    di divorarci le carni
    all'insaputa degli occhi
    abbeverati
    sotto cieli distanti
    eppure insieme
    eravamo un temporale
    tu le nuvole io i lampi
    per la comune pioggia
    di amaro pianto
    segnato rosso al calendario
    tra il nero di lutto e odio
    ... amore... questo termine
    coniato al sublime
    sancì l'incontro
    di un disastro
    nel quale i cuori
    lucrarono soddisfatti
    ... sciacalli...
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Ultima cena

      Come saliva
      che scompare
      in bocche assetate
      così il tuo silenzio
      inghiotte il mio cuore
      amore di un tempo
      nell'odio di oggi

      Vedo i tuoi passi
      riflessi
      dileguarsi
      sulla lastra di pioggia
      in quest'autunno
      che sembra
      la sala d'attesa
      di un mattatoio
      e le foglie rosse
      macchie di sangue
      nei disegni del vento

      Distante
      dalle cose
      che ho amato
      coi coltelli degli anni
      alle spalle
      mi sento solo
      mentre disertano
      i più duri pensieri

      Strappo la tua foto
      dagli occhi
      e irriducibile il disprezzo
      lancia uno sputo
      che si perde nell'acqua

      Mi dico
      si è suicidato anche l'odio
      povero me
      sono solo
      sul banchetto degli anni
      addobbato
      coi fiori del male
      nell'ultima cena.
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