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Scritta da: Matt Column

7 aprile

Mesto e plumbeo
sembra l'odierno giorno,
a non aver guardato il tuo volto,
a non aver toccato le tue mani,
a non aver udito la tua voce.

Sai, mia cara,
acquamarina son gli occhi tuoi
che brillano nel mare
dell'eterna immensità;

sulla deserta riva
giacciono oramai
con la brezza nel bel viso
la tua grazia e il tuo sorriso.

Ed io cammino,
solitario è il passo mio,
desiderando te.

Sempre ti penso
anche se adesso
io non ho più senso.

Riposati
e aldilà della roccia
il tuo sguardo
segui all'orizzonte.

E mi vedrai tornare.
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    Scritta da: Matt Column

    Il tempo che ci resta

    Stanco e solitario
    mi conosco oggi.

    Disteso su un verde tappeto,
    madido di lacrime,
    negli occhi miei
    un angelo
    si riflette:

    sei tu!

    Mi manchi.
    Or sono un mese
    o due anni forse:
    la tua brama
    la stessa rimane.

    Mi rammento
    le carezze tue
    fatte di mani leggere
    che lambivano i volti nostri,
    pavidi e confusi

    ed il tempo,
    vile e ostile,
    fuoco dell'animo mio
    reo del nostro addio.

    Domani,
    un punto nuovo cercherai
    e il mio cuore
    esanime lascerai.

    E come una foglia,
    posta al suo tramonto,
    gemendo tu te ne andrai.
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      Scritta da: Matt Column

      Non piangere

      Non piangere,
      cara diletta dei sogni miei
      quando la quiete
      sempre più vicina arriva.

      Io,
      ascolto il respiro tuo
      mostrandomi ad una finestra:
      pari un angelo inerme
      che riposo
      è venuto a dedicare.

      Io,
      ascolto sul grembo tuo
      inquietudine e solitudine
      che con mestizia
      stivano il tuo capo.

      Guarda... d'incanto,

      un bagliore nel ciel
      il tuo cuore
      viene a rapire
      e nella bruma
      tedia come il rumore
      il tuo corpo
      vedo svanire.

      Non piangere,
      mia cara diletta.
      Amore
      provo per te.

      Tutto è speranza
      anche se gracile mi rende assai
      la nostra lontananza.
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