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Esodo

Al cospetto dell'umana reliquia risuona l'inno della carità,
senza frequenza sbocciano, sparse, rose cangianti
e la logica, macchina autofaga, adora e sconsacra l'assenza.

Per caso, o meglio, per probabilità mi ritrovai,
solo, nel transetto dei miei pensieri.
Davanti al tabernacolo mi offrii monumento e immolai il mio estro
per cercar l'uomo di fronte al Dio fattosi scienza.
All'ombra dei cipressi e delle foglie verdi
scorsi in me la fronda olifera e la fiamma liquida
al cui cospetto l'anima esonda e scinde
in funzione al progresso.

Bisecato, vidi la sinistra, macchina
e schema del fabbro di Abdera
che gli uni scioglie dai moti complessi,
lottare armata nel rituale.
La destra, consacrata a Dioniso,
adagio si astrasse dal foro in simposio
con trascendenza inumana.
La croce predominante prese il controllo del simulacro e infuse il flegma,
cinse gli arti con fili elettronici e condensò la sinfonia dell'esistenza
nelle scale gemelle, così che la triforza esplicasse lo scito oltre l'alchimia del diamante.
Ma una volta rivelato l'arcano biologico, come ricompensa alla lungimiranza,
ebbi in dono un nuovo mondo e con esso abbinata di lui l'ignoranza.
La croce rimasta, senza volto o umana sembianza,
come un fiore appassito ubriaco d'acqua,
presa dal moto di provvidenza,
perse la luce, spezzò la lenza,
porse il suo verso, lo accostò al mio,
prosa ispirata, una parola, un mezzo, un fine: "Io,

vittima dell'umana dialettica,
senza d'alcun vero o percezione,
qui albergo e animo intima, isolata, quest'anima eclettica.

Tra le virtute e i valori persi
spargo lancette di tempo e speme.
Raccolgo tra spine e perduti canti
il frutto proibito dell'episteme.

I', a tua immagine e condizione,
do fine al dato e, mirando al progresso,
traccio il potere d'evoluzione.

I' soffio candele costantemente,
senza giudizio, Bisogno Divino.
Chi mente mi vede e chi crede mente."

La mente a volte rinasce ignea dalle ceneri dell'oblio,
ma una sfinge assopita che risorge chimera
è cieca del mutamento e guarda avanti.
Io mi voltai indietro
a cercar nel buio dei ricordi l'ombra del sogno perso nell'esodo.
Nessun rumore negli occhi.
Lontano, oltre l'orizzonte dei miei eventi, albeggia, ancor tenue ma esistente,
la legge vigente del Dio che cosciente annebbia lontane le vie che non presi.
Composta lunedì 22 settembre 2014
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