Scritta da: Matteo Salomone

Violinista in frac

Violinista in frac
e una camera d'albergo,
seduto sul letto, solo,
riposa la tua anima di cartone.
Quali dolori nella tua valigia?
Riccioli neri coprono gli occhi
e la tua musica riempie le pareti.
Non c'è retorica nel movimento,
solo lenti, lacerati, spasmi di vita.
Sei aria, più leggero delle note;
nemmeno esisti e lo sai
non sarai ricordato
ma le tue lacrime
sporcano la tappezzeria di velluto.

Poi dalla finestra spalancata
il vento ruba un po' della tua arte,
si accendono le luci dei lampioni
e un ragazzino ti cerca
alzando gli occhi al cielo

Soltanto stelle.
Dov'è finita la tua orchestra?
E quanta storia in quelle mani
ha il sapore dell'inverno.

Si chiude la porta dietro di te,
cessa ogni rumore
e il mondo non è mai stato così solo.
Matteo Salomone
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    Scritta da: Matteo Salomone

    Qui vive Santiago Bastìa

    Qui vive Santiago Bastía,
    nelle parole e non più nella strada
    perché mai per scelta, o per natura,
    solo, seguì il carrozzone della vita
    fino alla morte.

    Era la Spagna ed erano gli anni '30,
    dopo l'istituto solo tanta sabbia
    e rocce e un cane marroncino,
    Aquiliño diceva la medaglietta,
    Pacho ripevi tu,
    e forse anche per quel nome,
    quella dolce concessione,
    non smise di seguirti.

    Lunghe occhiaie nere
    e un ombra sempre più spessa
    del tuo fianco.
    Quanto l hai invidiata Santiago?
    O forse quegli occhi non sanno provare
    emozioni o collera ma dipingere
    il grigio di festa, quello si.

    Poi l'ultimo inverno,
    e tu eri davvero troppo giovane
    perché la neve non tradisse l'esperienza;
    il freddo, la fame,
    prima Pacho e poi tu.

    Hanno pianto la tua età trovandoti,
    ma è tornato il sole
    e ha sciolto il ghiaccio,
    e in queste parole ora puoi riposare,
    Santiago Bastía,
    l'ultimo degli uomini mai nati.
    Matteo Salomone
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      Scritta da: Matteo Salomone

      Emilè

      Mi chiamo Emilè
      e questa non è la mia storia
      ma forse il primo pensiero lucido
      in una vita così altrimenti oscura.
      Perché vi sembrerà pazzia
      ma sto per donare la mia anima
      alla donna che ho scavato nella roccia.

      Non sono suo amico,
      nemmeno credo che ne avesse.
      Non è mai stato
      che un semplice bottaio,
      un emarginato, forse
      anche un po' matto.
      Per questo ci hanno messo
      tanto a ritrovarlo,
      era completamente solo.

      Avevo così poco nella mia vita
      prima di quel giorno,
      prima di incontrarla.
      La gente ci vedeva solo
      un blocco di pietra ma
      io ci vedevo Lei,
      la donna imprigionata in quella forma.
      Davvero non potete capire?

      Dicono che nel buio
      la sua fosse l'unica luce accesa
      di tutta la vallata.
      Chissà poi cosa combinasse
      per tutta la notte?

      Bottaio di giorno, si,
      ma la notte ero Dio,
      un creatore innamorato
      che scava la roccia
      per dare sangue al niente.
      Perché io la vedevo e io dovevo.

      L'hanno ritrovato
      accanto a una statua.
      C'è chi dice sia il frutto di quelle notti.
      Altri sostengono che un bottaio
      non può essere stato capace di tanto.
      Non lui.

      Polvere eri e
      polvere sarò presto ma,
      in quest attimo solo,
      in questa lucida pazzia,
      posso vederti, come sempre,
      ora come tutti,
      eppure come nessuno potrà mai più.

      Hanno venduto la statua
      per pagare il funerale.
      Ora lei è da qualche parte in Europa,
      più lontano di quanto
      lui sia mai andato.

      E spero che Dio possa
      perdonare questo furto,
      l'anima e la vita che ti ho donato,
      perché non mi pento.
      Per questo soltanto ho vissuto.
      Solo per te ho amato.
      Matteo Salomone
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        Scritta da: Matteo Salomone

        L'oblio, il tuo bacio è...

        Due petali infuocati,
        sospesi sul vento,
        bruciano e precipitano
        rapiti dalle scaglie di rame
        di un giovane mare.
        Il tuo bacio è.
        La vibrazione silenziosa in un sussurro
        parole di fuoco in uno sguardo
        l'aroma del sale sulla tua pelle
        Poi l'assordante rumore
        di un cucchiaino in una tazza,
        quel divano solo come un cane
        quelle pareti mute
        e un vecchio scatolone
        al centro della tua anima.
        E nella luce accecante
        di un amore concluso
        quel nuovo sorriso,
        quell'incantevole illusione,
        e un nuovo bacio.
        Il tuo bacio è.
        Matteo Salomone
        Composta martedì 26 gennaio 2010
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          Scritta da: Matteo Salomone

          Il vento nella notte

          Parole di sangue
          ti ho detto stanotte.
          Eri lunga distesa sul letto,
          un mare, un immenso fiume
          Ma eri piccola
          rannicchiata come una bambina.
          Perché ogni immagine 
          in te perde di senso?
          Non c'è logica nell'amore
          ma il mio non è amore
          Sono tuo nello spazio di questa notte
          Ma tu vivi e non te ne curi
          Eppure ti desidero 
          e nella luce fioca
          scavo sotto la tua pelle dorata 
          nei tuoi capelli di rame
          nelle tue mani di creta.
          Senza toccarti sei stata mia
          eppure non lo sei mai
          Parole di sangue ti dono,
          come un lamento
          di un animale ferito
          con l'anima di fuoco.
          E tu fredda statua 
          mi guardi senza giudizi
          Così sei stata mia questa notte,
          Io peccatore
          e tu il mio tempio dorato.
          Matteo Salomone
          Composta sabato 30 gennaio 2010
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