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Scritta da: Matteo Salomone

In un fazzoletto bianco...

Le tre del mattino,
il bar di un aeroporto,
e niente di più interessante
da guardare che un fazzoletto bianco.

Si, sono un uomo triste.
Triste sarebbe fissare la mia vita
su una pellicola
e proiettarla come un film.
Triste è l'unica risposta
che vorrei dare
a chi mi chiede come sto.

Il mio nome non ha importanza,
cercami in un soggetto alla Hopper
o negli occhi di un anziano su una panchina
solo alle sette di sera.

Potresti esserci tu qua,
ma ci sono io e guardo ciò che ho davanti.
Guardo quel fazzoletto,
e vedo, Dio, vedo.

Vedo mani di amanti strette,
ma una sola a stringere realmente.
Vedo un figlio chiamare per nome suo padre,
e non capire.
Vedo Penelope sentirsi niente tra le braccia di Ulisse,
e soffrirne.
Vedo una donna rifiutare il suo paese,
ma non il profumo dei suoi viali,
non il suono vivo della sua gente,
non il suo paese.
Vedo tempeste all'orizzonte,
e uomini che potrebbero morire per ogni goccia.
Vedo un cuore sedotto da una gabbia
non accorgersi di tutto il sangue lasciato sulle sbarre.
Vedo un uomo che ha rinunciato ad essere,
pur di poter sembrare.

Distolgo lo sguardo all'improvviso.
Finisco il mio caffè lungo e me ne vado.
E tu poeta felice,
cosa ci vedi in un fazzoletto bianco?
Ti prego,
rispondimi "un fazzoletto bianco"...
Composta venerdì 15 ottobre 2010
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    Scritta da: Matteo Salomone

    L'inferno e il mio paradiso

    Qui è
    sabbia e terra e sterpi
    l'ocra rincorre il rosso
    e un verde consumato
    taglia rocce vuote
    spezza il terreno arido
    e vive
    l'orizzonte profuma di confine
    Oltre è il vuoto
    Un passo ancora
    e l'infinito ti è fatale
    Un largo fiume grigio
    scivola nel mio paradiso
    Vecchie linee bianche
    ne seguono il corso
    Ed una centrale ribelle
    si spezza ed affoga
    ma sempre riprende il suo viaggio
    Il vento è l'unica vita
    che sento sulla pelle
    Danza con la sabbia
    la spinge con forza
    la rincorre e la respira
    sempre con forza
    Non c'è spazio per dolcezze qui
    Qui è l'inferno e il mio paradiso
    Mi abbandono al lento fiume
    e il mio sguardo scavalca l'infinito
    Grosse terre bianche
    alla deriva
    nel mare di un altro mondo
    è un navigare selvaggio
    Inquieto e furibondo
    Le terre si spezzano
    e pesanti cadono dal cielo
    Qui nel mio paradiso
    e si dissolvono
    in una polvere che profuma di vento
    e ancora lui danza
    e ancora l'ocra divora il rosso.
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      Scritta da: Matteo Salomone

      Sessantotto

      Hai una bandiera in mano
      e il viso segnato
      di chi sa rubare la poesia
      di una lacrima
      Hai il tempo dell'uomo
      e la bellezza della donna
      Sei l'essenza di ciò che rappresenti
      Fragile nella tue vittorie
      Fiera nel tuo dolore
      Mi parli di libertà
      Orgoglio
      Coraggio
      Sei immortale e senza colori
      Bianco nell'anima
      Nero di un cuore avvelenato
      E una musica lenta
      suonerà ancora
      e un vento dolce
      mi racconterà di te.
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        Scritta da: Matteo Salomone

        Il vento nella notte

        Parole di sangue
        ti ho detto stanotte.
        Eri lunga distesa sul letto,
        un mare, un immenso fiume
        Ma eri piccola
        rannicchiata come una bambina.
        Perché ogni immagine 
        in te perde di senso?
        Non c'è logica nell'amore
        ma il mio non è amore
        Sono tuo nello spazio di questa notte
        Ma tu vivi e non te ne curi
        Eppure ti desidero 
        e nella luce fioca
        scavo sotto la tua pelle dorata 
        nei tuoi capelli di rame
        nelle tue mani di creta.
        Senza toccarti sei stata mia
        eppure non lo sei mai
        Parole di sangue ti dono,
        come un lamento
        di un animale ferito
        con l'anima di fuoco.
        E tu fredda statua 
        mi guardi senza giudizi
        Così sei stata mia questa notte,
        Io peccatore
        e tu il mio tempio dorato.
        Composta sabato 30 gennaio 2010
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